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Commissione Sanità Senato: ecco l’indagine su universalità, solidarietà,equità Ssn

Sostenibilità del Ssn in «ottica multidimensionale, rigorosa e globale, non circoscritta ad aspetti parziali».

Queste le parole-guida del programma appena approvato per l’indagine conoscitiva della commissione Igiene e Sanità del Senato sulla «sostenibilità del Servizio sanitario nazionale con particolare riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità», che si affianca così a Palazzo Madama a quella già avviata dalle commissioni Affari sociali e Bilancio della Camera.

Secondo i senatori dal punto di vista strettamente economico, il dibattito sulla sostenibilità del Ssn è affrontato normalmente verifcando la compatibilità della dinamica della spesa sanitaria pubblica rispetto agli obiettivi di finanza pubblica, definiti anche a livello europeo. E l’analisi è normalmente svolta con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, sulla base di modelli previsionali che incorporano parametri soprattutto demografici. Un’ottica limitativa rispetto alle esigenze di conoscenza e valutazione delle dinamiche e delle decisioni di politica di tutela della salute da adottare.

Il sistema non può «rischiare di essere reso sostenibile dal punto di vista delle finanze pubbliche a prescindere da ogni considerazione circa i possibili effetti sui bilanci delle famiglie (per le spese sopportate direttamente dai cittadini), sulle persone a rischio di povertà (per i costi delle cure, elevati e imprevedibili), sulle condizioni di salute della popolazione (per il mancato o ritardato accesso a servizi sanitari tempestivi ed efficaci)». Un rischio che secondo la commissione contraddirebbe l’Ue sulla centralità della salute in tutte le politiche (agricole, industriali, del lavoro, dei trasporti, energetiche, abitative, dell’istruzione, alimentari, dello sport e tempo libero).

Non solo finanza pubblica quindi ma anche «ulteriori e diversi punti di vista, in modo da rendere meno parziale il giudizio sulla sostenibilità complessiva del sistema sanitario». Il riferimento è al profilo economico in senso ampio , al profilo ambientale, al profilo culturale-politico, al profilo sociale, al profilo intergenerazionale.

«Non tutte le diverse dimensioni della sostenibilità potranno essere affrontate dall’Indagine conoscitiva con un uguale livello di profondità» speiga il programma. Che aggiunge: «Si ritiene comunque importante sottolineare la necessità di un’ottica che non si limiti ai soli aspetti di finanza pubblica, pena una visione limitata e fuorviante, a favore di un approccio globale che tenti di indicare la direzione verso la quale un Paese che intenda confrontarsi seriamente con i temi della tutela della salute dovrebbe procedere».

Questi i punti che l’indagine vuole accertare:

1) in quale misura la programmazione sanitaria ha tenuto conto degli effettivi bisogni di salute della popolazione individuati da una corretta attività epidemiologica che, come è noto, costituisce compito prioritario del Servizio sanitario nazionale;

2) quanto impattano sui costi del SSN i diversi modelli organizzativi adottati dalle regioni e dalle diverse aziende sanitarie della stessa regione;

3) quanto incide il diverso finanziamento tra regioni a fronte dell’obbligo di garantire gli stessi livelli essenziali di assistenza;

4) quanta e quale parte della popolazione è, in particolare in questo periodo di recessione, a rischio di non poter accedere a servizi tempestivi ed efficaci nelle diverse regioni e per quali ragioni (per carenze organizzativo-programmatorie-strutturali o per effettivo sotto-finanziamento);

5) quali tipologie di servizi sono più frequentemente ridimensionati nelle diverse regioni, soprattutto in quelle sottoposte a piani di rientro, e sulla base di quali criteri (di attenta riduzione delle inefficienze e delle inappropriatezza, o di semplice riduzione delle uscite);

6) quali sono i costi sopportati dai cittadini per accedere al sistema pubblico (in presenza di ticket sempre più elevati e distorsivi) e per acquistare le prestazioni sanitarie nel mercato privato; e come tale spesa incide sui ceti meno abbienti della popolazione;

7) quali sono gli interventi sul lato della riduzione delle inappropriatezze (del rapporto costo-efficacia) in grado di liberare risorse a vantaggio di chi ne ha più bisogno, a partire dal socio-sanitario e dalla non autosufficienza, valorizzando la professionalità degli operatori e dei decisori, evitando comportamenti condizionati unicamente dai tagli di risorse e diventando protagonisti di strategie attive di miglioramento della qualità del servizio, ovunque possibile;

8) quali esperienze di riconversione/riqualificazione dei servizi si sono dimostrate in grado di produrre al contempo più tutela e più efficienza (è noto che spendere di più non necessariamente significa spendere meglio o dare più servizi), in particolare con riferimento alla medicina del territorio;

9) quali strumenti sono attualmente adottati dal sistema di monitoraggio della garanzia dei livelli essenziali di assistenza e quali sono i possibili interventi di miglioramento;

10) quali azioni le aziende sanitarie stanno concretamente sviluppando sul fronte della legalità, dell’integrità, della prevenzione e del contrasto della corruzione, affinché il sistema sanitario diventi sempre più ineccepibile nei comportamenti, attento ai rischi di abusi di potere, corruzione, criminalità, e capace di evitare distorsioni di denaro a danno delle persone che richiedono assistenza (in primo luogo rispetto agli obblighi imposti dalla normativa vigente);

11) quali sono le possibili ricadute dello sviluppo di forme assicurative, alternative o integrative, di finanziamento, in termini di oneri a carico dei cittadini (sul bilancio complessivo delle famiglie), di risparmi per le finanze pubbliche (sul lato della spesa e delle entrate fiscali), di spesa sanitaria complessiva (pubblica e privata), di uniformità del sistema di tutela (fra ricchi e poveri, fra malati e sani), di appropriatezza e tempestività delle cure nonché di effetti sulla salute degli individui e della collettività;

12) qual è lo stato delle conoscenze dei livelli di sicurezza dei luoghi di cura, delle cure e delle pratiche assistenziali e quali fattori (tecnici, organizzativi, umani, difensivi, ecc.) incidono sugli stessi, anche in relazione ai costi delle coperture assicurative e alle condizioni del mercato delle polizze;

13) qual è il livello di soddisfazione (percepito e sperimentato) della popolazione, il livello di motivazione degli operatori e il sistema di valori dell’intera collettività sui quali si fonda il nostro sistema di tutela della salute e dai quali dipende la capacità del nostro Paese di lasciare in eredità alle future generazioni un sistema universale, solidale e globale.

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