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I Nas sequestrano le patatine con i vermi. Un bimbo di 20 mesi le mangia e finisce in ospedale

“Vomitava e nel letto c’erano tracce di sangue”.  «Ho comprato una busta con alcuni sacchetti di patatine l’altroieri pomeriggio. Mio figlio Assan ne ha mangiati due e la notte ha cominciato a vomitare vermi e sangue». Sarah Idrissi è una giovane mamma che abita in via Onorato Vigliani, al confine tra Moncalieri e Torino.

Due giorni fa si è presentata all’ospedale Santa Croce di Moncalieri e subito dopo che il suo bambino – di un anno e otto mesi – è stato dimesso, ha fatto tappa alla caserma dei carabinieri di corso Savona. Ha sporto denuncia. I militari hanno sequestrato un sacchetto di patatine, con scadenza ottobre 2014, e all’interno c’erano dei vermi. Pochi minuti dopo hanno inviato una notizia di reato contro ignoti alla procura. I carabinieri del Nas ieri pomeriggio hanno sequestrato il lotto di patatine venduto al supermercato Carrefour di corso Grosseto 330, a Torino.

Lesioni colpose

Questa l’ipotesi di reato – al momento senza indagati – scritta nero su bianco in caserma. Sarah ha raccontato la sua versione dei fatti e i carabinieri stanno cercando riscontri alla tesi sostenuta della donna. Che è questa: «Mio figlio ha mangiato due pacchetti di patatine sotto la mia sorveglianza. Era mercoledì pomeriggio. Il primo aveva dei vermi, il secondo no. Così, ho messo via la busta con gli altri involucri, ma lui è riuscito ad aprirla approfittando di un mio momento di disattenzione e a prenderne un altro. Già dalla sera – ha raccontato la mamma del piccolo – vomitava e aveva la febbre. La mattina dopo, pulendo il lenzuolo, ho visto le larve e piccole chiazze di sangue e sono corsa in ospedale. Ho contattato il negozio e poi sono andata dai carabinieri». La donna ha portato con sè in caserma uno dei pacchetti con le larve all’interno. È stato posto sotto sequestro. Nel frattempo i militari hanno informato i Nas (nucleo anti sofisticazione) che ieri si sono recati al negozio di alimentari e hanno sequestrato l’intero lotto di patatine , le stesse mangiate dal piccolo. Nei prossimi giorni provvederanno a fare gli accertamenti del caso sulle confezioni.

«Non vogliamo soldi»

«Non ho chiesto alcun risarcimento. Voglio soltanto che mio figlio stia bene e che non capiti più – racconta Sarah – perché ho visto Assan vomitare sangue. Mi sono spaventata moltissimo. Tutto qui». Gli unici due dati oggettivi però, al momento, restano la busta di patatine sequestrata e il verbale di dimissioni del pronto soccorso del Santa Croce, che segnala «corpi estranei all’interno dello stomaco» del piccolo. Assan, ieri stava già meglio: «Ha vomitato ancora un po’, ci hanno dato degli antibiotici – racconta la madre seduta sul divano del soggiorno – e speriamo che si rimetta presto. Stamattina (ieri per chi legge) non ha potuto fare nemmeno colazione».

La Stampa – 26 aprile 2014 

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