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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Consiglio di Stato. Acqua, bolletta illegittima da luglio 2011
    Notizie ed Approfondimenti

    Consiglio di Stato. Acqua, bolletta illegittima da luglio 2011

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche1 Febbraio 2013Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011 e i maggiori esborsi versati da luglio a dicembre 2011 dovranno essere restituiti. Per il Consiglio di Stato, infatti, il referundum sull’acqua, che abrogò la remunerazione del 7% del capitale investito per 6 messi, ossia prima dell’applicazione del nuovo regolamento che vale dal primo gennaio 2012, non è stato rispettato.

    Il parere è stato inviato all’Authority per l’energia per la determinazione di nuove tariffe. La notizia è stata resa nota dal Forum dei movimenti per l’acqua: “Non si possono fare profitti sull’acqua e a darci ragione è proprio il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone”.

    L’Autorità per l’energia, incaricata di formulare la nuova tariffa all’indomani del referendum, aveva chiesto un parere al Consiglio di Stato sulla remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. La risposta ha confermato quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.

    Per ciò che riguarda i rimborsi, l’Autorità ha scartato il metodo del conguaglio in bolletta e ha scelto quello della restituzione secca: spetta ai gestori, adesso, il compito di rendere quello che hanno percepito ingiustamente, senza compensarlo in bolletta. Naturalmente, per il periodo che finisce il 31 dicembre 2011.

    Adesso l’Autorità dovrà vagliare le tariffe applicate dai 3 mila gestori da gennaio 2012 e fino all’emanazione delle nuove regole: lo scopo è quello di verificare l’applicazione del regolamento. In caso contratio, le aziende idriche dovranno restituire la differenza, ma stavolta sotto forma di conguaglio in bolletta.

    Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, però, chiede una maggiore attenzione: “Il nuovo regolamento dell’Autorità non va bene perché la remunerazione del capitale investito viene reintrodotta sotto mentite spoglie”. E spiega che la restituzione del 7% non dovrebbe essere calcolata soltanto sulle bollette comprese tra il 21 luglio e il dicembre 2011, ma anche per le bollette emesse dal 2012, fino ad arrivare all’emanazione del nuovo regolamento.

    ItaliaOggi – 1 febbario 2013

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