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Consip, sulla spesa sanitaria risparmi per 3 miliardi. “Le nostre gare una garanzia per la salute e la vera carta contro sprechi, corruzione e mala gestione”

Roberto Turno. «Le gare Consip sono una garanzia per la salute degli assistiti. Sul piano della qualità e del rispetto dei malati, non solo per la salute dei conti pubblici. Con la pubblica amministrazione non si può più barare. Anzi, stiamo valutando una segnalazione all’Antitrust contro i cartelli tra imprese contrari alla concorrenza».

Viaggia a doppia cifra e aumenta considerevolmente la sua attività, la Consip, nel delicato settore delle gare in sanità. Tanto che quest’anno, secondo le ultimissime previsioni, garantirà risparmi, solo nel Ssn di 2,5-3 mld. Cifre da capogiro. Tanto più se si arrivasse alle centrali uniche d’acquisto, assicura l’ad, Domenico Casalino, la vera carta contro sprechi, corruzione e mala gestione in genere.

Le cifre 2014 del volume di attività della Consip in sanità, intanto, parlano chiaro. La spesa “presidiata” è arrivata a 18 mld, contro i 15 di un anno fa, il massimo raggiungibile con gli attuali strumenti operativi, con la previsione di poter presidiare con modalità innovative altri 11-12 mld di spesa, non affrontabili con gli strumenti oggi a disposizione: ristorazione ospedaliera, rifiuti sanitari, servizi di lavanolo o di pulizia negli ospedali. Questo presidio nelle gare che toccano la spesa sanitaria, garantirà quest’anno risparmi per 2,5-3 mld sugli acquisti diretti effettuati su strumenti Consip e col benchmark di prezzo fissato dalla stessa Consip. Ma non basta. Perché poi c’è il picco raggiunto quest’anno degli acquisti effettuati direttamente da Consip, che quest’anno hanno già raggiunto quota 1,8 mld (1,4 mld in tutto il 2013), ma che a fine anno potrà toccare i 2 mld. Con 546 mln, sempre in sanità, dalle convenzioni per diverse tipologie d’acquisto, altri 546 mln dal mercato elettronico della Pa, poi ancora 576 mln dal sistema dinamico d’acquisto della Pa. Una crescita totale in soli 12 mesi del 20 per cento. Per il momento.

Segno di un sistema che sta funzionando. Ma davanti al quale non sono mancate le contestazioni delle imprese, da ultimo del settore del biomedicale (si veda Il Sole-24 Ore del 10 dicembre) che ha contestato sia possibili rischi per la salute per effetto di gare a ribasso che metterebbero a repentaglio la qualità dei servizi, che gli effetti di costi più alti nel futuro per il Ssn a fronte di risparmi immediati. Una tesi che Casalino rigetta in toto. Non senza partire però da una considerazione di fondo: la polverizzazione dei centri d’acquisto nelle regioni: «Dove c’è la polverizzazione di chi gestisce, c’è spesso l’improvvisazione a livello amministrativo. Rendendo più facili sprechi, corruzione, cattiva gestione. Serve una forte programmazione a monte», spiega l’ad di Consip. Insomma, le centrali d’acquisto sarebbero un jolly decisivo: «Sarebbero la soluzione a molti problemi, a partire appunto dalla corruzione e dagli sprechi. Ridurle da decine di migliaia a 25 significa poter aggredire più facilmente quel che non va. E garantire gare fatte bene e controllabili facilmente».

E i paventati rischi per la salute? Casalino non ci sta: «Le nostre gare sono una garanzia per la salute dei cittadini. Puntano al livello qualitativo più alto. Senza dire che per molto contratti c’è una polizza assicurativa di responsabilità civile sul cattivo uso e la qualità di forniture e servizi. Gli aggiudicatari sanno bene che non possono barare, rischiano non solo il fallimento ma risarcimenti milionari». Insomma, è la replica Consip: «Accuse che non stanno minimamente in piedi. La competizione deve avere alla base qualità, capacità ed efficienza. Chi pensa di continuare a fornire alla pubblica amministrazione con contratti che siano spesso fonte di spreco e corruzione, sappia che non è più così. La Pa è un acquirente serio, competente e qualificato. Chi pretende che non lo sia, sbaglia strada».

Poi c’è il capitolo delle gare contestate per la manutenzione degli apparecchi biomedicali, che stanno mettendo in ginocchio un intero comparto. Anche in questo caso Casalino non risparmia le parole: «E qualcosa di singolare. All’esito dell’aggiudicazione di una fornitura sono i secondi che ricorrono contro chi ha vinto, e tutti i produttori poi ricorrono per l’annullamento della gara con ricorsi fotocopia…». Che significa? «È difficile – rivela Casalino – non pensare che non ci sia un’azione concertata. Stiamo osservando la situazione per fare una segnalazione all’Antitrust. Gli atteggiamenti che l’Antitrust analizza sono proprio di questo genere: casi di comportamenti omogenei a fronte di gare che si svolgono. Cartelli, contrari alla concorrenza».

Il Sole 24 Ore – 15 dicembre 2014 

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