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Contratti Pa. De Filippo sugli Atti d’indirizzo: «Non c’è stallo nelle trattative. Ma è chiaro che bisogna integrare le risorse»

defilppocontrVito de Filippo*. Sono convinto che il Comitato di Settore Regioni e Sanità anche con l’apporto positivo di altri Dicasteri del Governo, ad iniziare da quello della Funzione Pubblica, saranno in grado di dare le esaurienti  e convincenti spiegazioni ai quesiti ed agli interrogativi sollevati dalla Ragioneria Generale dello Stato. Fermo restando che, come già indicato dal Premier Renzi, bisognerà integrare le risorse nella Stabilità. Ad ognuno il suo ruolo: le Regioni ed il Ministero della Salute hanno elaborato ed approvato gli Atti di indirizzo per avviare la contrattazione per il personale del SSN ed il Ministero della economia e delle finanze ha espresso, su alcune questioni, delle osservazioni, com’è nella sua funzione e missione; sono convinto che il Comitato di Settore Regioni e Sanità anche con l’apporto positivo di altri Dicasteri del Governo Renzi, ad iniziare da quello della Funzione Pubblica, saranno in grado di dare le esaurienti  e convincenti spiegazioni ai quesiti ed agli interrogativi sollevati dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Con la prossima riunione del 7 settembre convocata immediatamente dopo la pausa estiva dal suo Presidente Massimo Garavaglia. Sono convinto che saranno spiegazioni non solo in grado di mantenere integro il contenuto riformatore degli Atti di indirizzo ma, avvalendosi delle risposte date, sarà perfezionato e valorizzato maggiormente nella funzione indicata da Ministero e Regioni di strumento partecipato di attuazione delle scelte innovative contenute nel Patto per la Salute tra Stato e Regioni con il contributo indispensabile delle volontà, delle convinzioni, dei saperi dei professionisti ed operatori “produttori di salute”.

Infatti non è stata per nulla osservata dal MEF proprio la scelta strategica, discontinua rispetto alle scelte dei precedenti Esecutivi, di un nuovo reinsediamento delle relazioni sindacali nella contrattazione in sanità che, superando errori e distorsioni passate, sia in grado di dar vita ad una moderna concertazione che esalti il protagonismo positivo del personale e delle sue rappresentanze sindacali, ma anche di quelle professionali, nella realizzazione della nuova organizzazione del lavoro nelle aziende sanitarie.

E’ questo un primo significativo risultato politico: senza la partecipazione ed il consenso attivi e positivi del personale non si può realizzare quella profonda modifica dell’organizzazione del lavoro sanitario di dimensione così enorme che non ha precedenti né nella storia del SSN né in nessun altro comparto pubblico. Non è un’affermazione retorica, ma la cruda verità,  il fatto per il quale  alle lavoratrici ed ai lavoratori della sanità in questi anni siano stati chiesti anni di sacrifici enormi non solo con la sospensione della contrattazione ma anche nei livelli occupazionali, nel progressivo invecchiamento della forza lavoro e nella precarizzazione oltremodo delle giovani generazioni di professionisti ed operatori sanitari: il rinnovo contrattuale è lo strumento prioritario e principe per ridare fiducia e speranza al fattore prioritario e principe di attuazione del diritto alla salute costituito dalla risorsa umana e professionale.

Alle obiezioni del MEF sulla ripartizione delle risorse complessivamente disponibili per gli incrementi contrattuali da riconoscere nell’ambito dei rinnovi contrattuali  per ogni area e per il triennio in attuazione dell “Atto di indirizzo per l’attuazione del disposto dell’art. 14, comma 1, della L. 30 ottobre 2014, n. 161” il Comitato di Settore darà la giusta risposta, fermo restando che, come già indicato dal Premier Renzi, bisognerà integrarle con le ulteriori disponibilità economica che dovranno esser previste dalla prossima, ormai, legge di stabilità.

Così come il Comitato di Settore puntualmente preciserà le necessarie spiegazioni ai rilievi economici posti dal MEF assicurando che non sono in contrasto con la politica di qualificazione della spesa sanitaria, tutt’altro, sono coerenti e la rafforzano. Ad esempio si dovrà  riaffermare con forza la necessità strategica  che in attesa della istituzione dell’area delle professioni socio-sanitarie, come prevista dal d.lgs. 502/92, al fine di adeguare l’articolazione dei professionisti e degli operatori del comparto sanità alla mutata evoluzione scientifica, tecnologica, formativa ed ordina mentale, sia  opportuno e necessario prevedere la  suddivisione del personale in  aree funzionali più attuali quali:

-Area sanitaria, comprendente le professioni sanitarie infermieristiche – ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione e le arti sanitarie ausiliarie;

-Area dell’integrazione sociosanitaria comprendente gli operatori di interesse sanitario, oss compreso, il personale appartenente ai profili di assistente sociale, di educatore professionale, di puericultrice;

-Area dei fattori produttivi comprendente il personale amministrativo, tecnico e professionale;

-Area della ricerca .

Così come il riordino, non più rinviabile, del percorso di carriera della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, si realizzerà  a parità di risorse  rientrante nella disponibilità dei fondi contrattuali, quindi  a parità di risorse disponibili. E’ altrettanto positivo che il MEF non abbia osservato la nuova figura di professionista specialista in attuazione dell’articolo 6 della legge 43/06, promuovendo il percorso indicato dall’Atto di indirizzo e per quella di  professionista esperto è nostra convinzione che  non sia prevista nell’attuale ordinamento per questo l’atto di indirizzo ne indica l’ attuazione non  come un profilo già presente, come ritiene il MEF,  bensì  come un nuovo livello di professionalità dinamica ed in evoluzione frutto di precisi  requisiti di formazione concordarti contrattualmente.

Per questo Il Comitato di Settore ha voluto proporre il riordino dinamico  delle declaratorie di tutti i profili dei professionisti della  categoria D in un unitario contenitore  nel quale trovino collocazione anche tutti i profili professionali titolari di incarico di coordinamento/posizione organizzativa, specialista ed esperto avvalendosi delle risorse che saranno presenti nei fondi contrattuali.

Infine è positiva la condivisone espressa dal MEF sulla proposta del Comitato di Settore di semplificare la costituzione dei fondi, nel computo e nelle modalità di utilizzo delle relative risorse confermando altresì che tale semplificazione non può che avvenire con le risorse destinate ai fondi medesimi non prevedendo quindi impiego di risorse aggiuntive.

Per queste considerazioni sono convinto che le osservazioni del MEF non costituiscano una fase di stallo nell’iter di approvazione definitiva degli Atti di indirizzo per i rinnovi contrattuali del personale del SSN bensì una fase necessaria per il necessario consolidamento ed esplicitazione maggiore dei suoi contenuti riformatori.

*Vito De Filippo – Sottosegretario di Stato alla Salute

Quotidiano sanità – 3 settembre 2016

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