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Bilancio Ue, l’agricoltura limita le perdite. Prima austerity della storia

Nell’accordo sul bilancio Ue l’agricoltura, pur colpita dai tagli, riesce a limitare i danni. Con un tweet, ieri, il presidente ha annunciato l’intesa 2014-2020 dopo una maratona negoziale durata 24 ore.

L’agricoltura italiana ed europea riescono a limitare i danni sull’ammontare delle risorse finanziarie per il loro futuro in Europa, rispetto all’importanza dei tagli imposti sul bilancio 2014-2020 dall’accordo politico raggiunto dai capi di stato e di governo.

“La novità di questo bilancio europeo – come ammesso in conferenza stampa dallo stesso presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy – è che si tratta del primo quadro finanziario pluriennale in ribasso della storia comunitaria”. Un bilancio di austerità: meno 34 miliardi di euro che ha scontentato chi sperava di vedere nel bilancio Ue la via per sfuggire alla morsa dei “Fiscal compact nazionali”. L’accordo è stato comunque siglato e con un tweet, ieri, il presidente ha annunciato l’accordo sul bilancio europeo 2014-2020 dopo una maratona negoziale durata 24 ore.

BICCHIERE MEZZO PIENO – L’agricoltura resta la principale voce del bilancio europeo nei prossimi anni. La questione è questa: se il confronto viene fatto con il bilancio 2007-2013 la riduzione è forte. Se invece si basa sulla proposta iniziale della Commissione sul budget 2014-2020, c’è una sostanziale tenuta.

I PASSI COMPIUTI – Le riduzioni sono reali e sarà ora responsabilità del Parlamento europeo tentare di correggerle nel negoziato che dovrà avviare con il Consiglio Ue. Per definire il bilancio agricolo va fatta una distinzione tra l’aiuto europeo che va direttamente al produttore e i fondi che sono destinati allo sviluppo delle campagne, cofinanziati dagli Stati membri.

I FONDI – Così per quanto riguarda l’agricoltura italiana, sul fronte degli aiuti diretti gli agricoltori riceverebbero dal 2014-2020 un contributo Ue di 27 miliardi di euro, ossia un miliardo in meno rispetto a quanto avevano ottenuto nel 2007-2013. Per lo sviluppo rurale invece, i fondi per l’Italia salgono da 9,1 a 9,26 miliardi a partire dal 2014 e per i prossimi sette anni, rispetto ad una riduzione complessiva del 10% dei fondi in Europa per questo settore. Nel negoziato sullo sviluppo rurale, l’Italia ha infatti strappato risorse aggiuntive per 1,5 miliardi di euro. Va detto anche che, nell’ambito dei fondi strutturali per le Regioni più in ritardo economico del Mezzogiorno d’Italia, altri 500 milioni sono destinati allo sviluppo delle aree rurali.

IL MINISTRO – Per quanto riguarda gli aiuti Ue alle aziende agricole, il ministro Catania “spera di ottenere un leggero miglioramento nel negoziato di codecisione tra le istituzioni ed in particolare il Parlamento europeo”. Il ministro ha tenuto tuttavia a precisare “che l’aiuto che l’Ue versa direttamente alle aziende agricole, secondo l’accordo politico, “passerebbe in Italia da una media all’ettaro di 400 euro a 380 euro, mentre la media degli aiuti in Europa è di 260 euro”. Un altro elemento della politica agricola riguarda le misure di sostegno del mercato. Non possono essere suddivise tra gli Stati membri ma sono “16 miliardi di euro e l’Italia ne beneficia mediamente del 20%”.

Ora la palla passa al Parlamento europeo e il presidente della commissione agricoltura Paolo De Castro ha già detto che “difficilmente il Parlamento approverà il bilancio definito dal vertice europeo. Dei 120 miliardi di euro di riduzioni della spesa globale decisi oggi, 16,5 miliardi rappresentano la riduzione del capitolo della politica agricola, a cui però bisognerà aggiungere il mancato adeguamento al tasso di inflazione, stimato al 2-3%, che si tradurrà verosimilmente in un ulteriore 12% di riduzione”. Al momento quindi la Pac per il 2014-2020 potrà contare, secondo i dati di Bruxelles, su 362,79 miliardi di euro rispetto ai 378,52 che aveva proposto la Commissione europea.

Ansa – 9 febbraio 2013

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