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Coronavirus, in Tirolo quasi 300 casi di “variante sudafricana” e il governo sconsiglia di andarci. Il focolaio legato a una nota zona sciistica

Il Dolomiti.  “Le mutazioni del Coronavirus rappresentano un’altra grande sfida e stiamo facendo tutto il possibile per restringere i cluster a livello regionale. Oltre alle misure che sono state prese in Tirolo per proteggere i tirolesi, noi come governo federale mettiamo in guardia dal viaggiare in Tirolo e chiediamo a tutte le persone che sono state lì nelle ultime 2 settimane di sottoporsi al test”. Sono queste le parole con cui Sebastian Kurz, cancelliere della Repubblica austriaca, illustra la situazione nel Paese.

L’individuazione ancora a fine gennaio della variante sudafricana nel Land tirolese preoccupa non poco Vienna, che ha dovuto correre ai ripari limitando la libertà di spostamento verso il territorio facente riferimento a Innsbruck. Fino ad ora, infatti, sono stati quasi 300 i casi legati a questa mutazione, di cui 140 ancora attivi. Ad annunciarlo, attraverso un comunicato, lo stesso governo austriaco.

La grande circolazione del virus, legata alla maggiore aggressività di questa variante, avrebbe il suo epicentro nella popolare stazione sciistica della Zillertal. In Tirolo, d’altronde, è possibile sciare già dal 24 dicembre, con grandi limitazioni. Gli alberghi sono infatti rimasti chiusi, eccetto per le trasferte di lavoro, mentre i ristoranti possono servire solamente con l’asporto.

Anche le regioni vicine, vista la situazione, sono dovute correre ai ripari. E mentre la Baviera pensa a chiudere la frontiera con il Tirolo, da Bolzano, dove vige il lockdown da lunedì 8 febbraio e fino alla conclusione del mese (e dove nei giorni scorsi è stata individuata la “variante inglese”), per pendolari e studenti che devono raggiungere la Repubblica alpina la Provincia ha istituito la possibilità di sottoporsi gratuitamente al test. Dal 10 febbraio, infatti, per entrare in Austria sarà necessario aver un certificato medico che certifichi il risultato negativo al test per il Covid-19, oltre ad una registrazione.

Se non si dispone del test, nondimeno, è necessario effettuarlo nell’arco delle 24 ore prima dell’ingresso nel Paese. Registrazione e test hanno validità di 7 giorni, ed è quindi necessario rinnovarle. Ogni costo, però, verrà preso in carico dalla Provincia. “Intendiamo in tal modo garantire che le persone che per ragioni di lavoro, formazione o studio debbano recarsi in Austria lo possano continuare a fare – ha affermato l’assessore Philipp Achammer – rientra infatti nell’interesse della Provincia”.

Per poter usufruire dei test antigenici gratuiti, i lavoratori pendolari dovranno produrre un’attestazione del datore di lavoro austriaco che certifichi la necessità della presenza sul luogo di lavoro e che non sia possibile la modalità a remoto. Gli studenti, invece, dovranno certificare di essersi iscritti in un ateneo o in una scuola austriaci, e di avere l’obbligo di frequenza per iniziative ed esami.

 

Ma dove sarà possibile effettuare i test? Gli interessati possono prenotarselo in una delle farmacie indicate nella lista presente nell’apposita sezione o sul portale dell’azienda sanitaria. Il test può essere eseguito presentando un’autocertificazione. Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale della Provincia.

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