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Corruzione. L’«infezione» nella Pa confermata dai numeri

Calabria tra le regioni meno virtuose a livello europeo in uno studio affidato dalla Ue all’ateneo di Goteborg. Anche i dati della Corte dei conti e del Servizio anticorruzione e trasparenza del ministero per la Funzione pubblica confermano il problema

Unione europea, Governo e Corte dei conti sono d’accordo su un punto: la Calabria è ai vertici della corruzione nella pubblica amministrazione. La Direzione generale delle politiche regionali della Commissione europea ha affidato uno studio comparato alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Goteborg. Lo studio – effettuato tra dicembre 2009 e febbraio 2010 contattando 200 alti funzionari di ogni Stato per costruire l’indice nazionale e 34mila cittadini europei (4.095 in Italia) per costruire un indice regionale – è stato reso noto a febbraio 2011. Sedici le domande su tre grandi aree: istruzione, sanità e giustizia. Si tratta, come recita testualmente il dossier, «della più corposa ricerca mai fatta al mondo». L’Italia è considerata tra le sei nazioni nelle quali si registrano le più alte variazioni all’interno dei confini (le altre sono Belgio, Spagna, Portogallo, Romania e Bulgaria). Tra le regioni più corrotte in Europa ci sono Campania e Calabria. Tra le più virtuose Trentino, Alto Adige e Valle d’Aosta. II Servizio anticorruzione e trasparenza (Saet) del ministero per la Funzione pubblica a maggio 2011 ha presentato al Parlamento la relazione per il 2010. A pagina 61 del rapporto si legge: «Dal i ottobre 2009 al 31 dicembre 2010 sono pervenuti 165 denunce, esposti e segnalazioni. Prendendo in esame i dati riferiti all’area geografica di provenienza, si osserva che i primi quattro posti sono occupati da regioni del centro-sud: Lazio, Campania, Puglia e Calabria». La Corte dei conti, con la relazione del Procuratore generale Lodovico Principato, tenuta il 16 febbraio, ha aggiornato la situazione sulla corruzione, il cui “fatturato” annuo è di circa 6o miliardi, ma lo Stato riesce a recuperare in primo grado dalle condanne ogni anno appena 75 milioni. Complessivamente, nei primi 11 mesi del 2011, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dal Corpo Forestale sono stati denunciati 184 casi di corruzione, 133 di concussione e 1.16o di abuso d’ufficio. A questi dati vanno aggiunti quelli della Polizia, forniti per lo stesso periodo dal Sdi (Sistema d’indagine delle Forze di polizia): 91 casi di corruzione, 103 di concussione e 951 di abuso d’ufficio.

Quanto al numero delle persone denunciate all’autorità giudiziaria ordinaria le prime tre forze di polizia ne hanno denunciate 3.509 (3.465 nel 2010), mentre il Sdi ne indica 4.064 (4.238 nel 2010) denunciate complessivamente da tutte le forze di polizia. Se si guarda alla classifica regionale, sommando complessivamente tutti i dati a disposizione, per quanto riguarda i reati denunciati al primo posto c’è la Campania (373 casi), poi la Sicilia (282), la Puglia (232), il Lazio (221) e la Calabria (194). In Valle d’Aosta neppure una denuncia di reato, in Trentino Alto Adige 9 e in Friuli Venezia Giulia 11. Se si guarda invece alla classifica regionale, sommando complessivamente tutti i dati a disposizione, per quanto riguarda le persone denunciate, qualcosa cambia. Al primo posto c’è la Campania (840), poi Sicilia (768), Lombardia (566), Calabria (516), Puglia (501) e Lazio (371). Neppure una persona denunciata in Valle d’Aosta.

28 marzo 2012

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