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Corruzione, test finale al Senato. Il no dei 5 Stelle (che si spaccano). Associazione mafiosa, aumentano le pene. Via libera al decreto antiterrorismo

Il disegno di legge anticorruzione si avvicina al primo traguardo del Senato: la legge, che, tra l’altro, reintroduce il reato di pericolo anche per il falso in bilancio delle società non quotate, oggi verrà votata dall’aula di Palazzo Madama. Il testo, poi, passerà alla Camera che ieri sera ha approvato il decreto antiterrorismo (rifinanzia anche le missioni internazionali) con 253 sì, 50 no e 2 astenuti: «Un altro passo in avanti, leggi dure contro il terrore», ha detto il ministro Angelino Alfano.

Un pizzico di brivido alla legge anticorruzione — che marcia di pari passo a quella sulla prescrizione più lunga, già licenziata dalla Camera e presto all’esame del Senato — l’hanno dato i grillini. Indeciso fino all’ultimo, il M5S si è appellato alla Rete (hanno risposto in pochi: appena 27 mila) che ha intimato di votare contro. Il risultato della consultazione della base, però, ha provocato valutazioni anche contrastanti al vertice: «La legge prevede aumenti di pena per la corruzione e la concussione, per l’associazione mafiosa ed introduce il falso in bilancio per cui, anche se noi volevamo di più, meglio questi due passi in avanti che nulla», ha commentato amaro il senatore Michele Giarrusso. Sulla stessa linea si attesterebbero anche Serenella Fucksia e Elisa Bulgarelli. Invece Danilo Toninelli condivide: «Bene l’80% di no della Rete. Il M5S non vuole minimi correttivi. Serve Daspo per i politici corrotti e vero falso in bilancio».

Il Senato ha approvato l’inasprimento di pena per l’associazione mafiosa (fino a 26 anni per i capi) proposta da Peppe Lumia del Pd, il patteggiamento per corruzione e concussione subordinato alla restituzione dell’illecito profitto, l’obbligo per il pm che esercita l’azione penale di informare l’Autorità anticorruzione (Anac) di Raffaele Cantone, la possibilità per la stessa Anac di accedere agli atti degli appalti secretati. Poi si è passati al falso in bilancio la discussione è diventata più vivace, con molte critiche al testo varato dalla commissione. Il relatore Nico D’Ascola (Alleanza popolare di Alfano) è stato costretto a intervenire per difendere una «soluzione equilibrata» che, per le false comunicazioni sociali, ha come caposaldo i «fatti materiali rilevanti… dotati di capacità offensiva dell’interesse giuridicamente tutelato». Giacomo Caliendo (Forza Italia), ha chiesto se le valutazioni e le stime errate, per esempio quelle del magazzino, rientrano tra i «fatti materiali rilevanti» del falso in bilancio. E oggi si ripartirà proprio da qui: quanta discrezionalità viene lasciata al giudice.

Sul tema della lotta alla corruzione è intervenuto anche il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin: «È evidente che l’invito del Papa alla responsabilità è rivolto a tutti, alle persone e ai fenomeni che riguardano l’Italia».

Dopo Pasqua al Senato partirà la discussione sul ddl che allunga la prescrizione, sul quale il presidente dell’Unione delle Camere penali, Beniamino Migliucci, chiede «correzioni nell’interesse dei cittadini». Oggi , intanto, sulla regolamentazione delle lobby, Antonio Misiani e Francesco Verducci del Pd presentano una proposta per regolare «le rappresentanze di interessi» sul modello Usa, con tanto di registro obbligatorio sotto il controllo dell’Anac di Raffaele Cantone.

Sullo sfondo, ma l’appuntamento con l’aula della Camera è fissato per giugno, incombe la riforma delle norme sulla pubblicazione delle intercettazioni. Su richiesta del M5S, slitta all’8 aprile il termine per presentare l’elenco con i nomi degli esperti per le audizioni in commissione. Che si annunciano particolarmente complesse perché una soluzione tecnica — per scremare le intercettazioni rilevanti da quella irrilevanti — ancora non c’è.

Dino Martirano – Il Corriere della Sera – 1 aprile 2015

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