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Corte dei Conti 2016: «Spesa Ssn indietro nell’Ue. Scure sui posti letto, i cittadini pagano sempre di più e rinunciano alle cure. Farmaci innovativi: accesso a ostacoli»

Peggiorano, anche se di poco, i conti della spesa sanitaria. E i tagli pro risanamento hanno portato l’Italia a spendere la metà della Germania e il 20% in meno della Francia. A parità di peso del personale, con un distacco in termini di posti letto, sensibilmente inferiori in Italia (3,4 per 1000 abitanti contro 8,3 in Germania, 6,3 in Francia e 4,8 in media nei paesi Ocse).

E con le chiusure degli ospedali non compensate dal recupero di posti letto destinati alla cronicità. Considerando i risultati di esercizio delle aziende, le perdite aumentano dagli 870 milioni del 2014 a circa 1 miliardo, a causa di un aumento dei costi a sostanziale invarianza dei ricavi. Considerando ulteriori coperture non ancora validate dai Tavoli di monitoraggio, nel complesso si registra un avanzo di 346 milioni rispetto all’utile di 148 milioni dello scorso anno. È il quadro che emerge dal Rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti.

Sul fronte dei risanamento, se ci fosse bisogno di conferme, la sanità ha dato. La spesa è infatti calata di in media di 2 punti all’anno, in termini reali, tra il 2009 e il 2014. «Si è ampliato il divario con gli altri Paesi in termini di risorse (pubbliche e private) – si legge nel Report – destinate alla spesa sanitaria: gli importi sono oggi inferiori della metà a quelli tedeschi e del 20 per cento a quelli francesi».

I dati Ocse

– dal punto di vista delle strutture di assistenza, non dissimile è la numerosità del personale medico (i medici per 1000 abitanti sono 3,9 in Italia contro 4,1 in Germania, 3,1 in Francia e 3,7 in Spagna);

– si amplia il distacco in termini di posti letto, sensibilmente inferiori in Italia (3,4 per 1000 abitanti contro 8,3 in Germania, 6,3 in Francia e 4,8 in media nei paesi Ocse);

– alla riduzione delle strutture ospedaliere non corrisponde, tuttavia, un recupero dei posti in strutture residenziali LTC in rapporto alla popolazione anziana;

– positivo il confronto in termini di utilizzo delle strutture e contenimento degli interventi inappropriati, ma con evidenti margini per un recupero ulteriore;

– elevate le dotazioni tecnologiche.

Gli impatti sui cittadini

Il conto finale lo pagano i cittadini in termini di spesa privata e rinuncia alle cure e liste di attesa per esami medici e cure dentali. Il contributo richiesto agli assistiti nel 2013 ammontava infatti al 3,2% della spesa complessiva, a fronte di importi ben più contenuti in Germania (1,8 %) e Francia (1,4%).

Le incognite sulla spesa farmaceutica e sull’accesso agli innovativi

Considerando l’arrivo di nuovi farmaci ad alto costo e il confronto della loro diffusione nei principali Paesi europei, «porta ad interrogarsi se l’equilibrio finanziario sinora mantenuto non dipenda solo dall’ottenimento di sconti, payback e da prezzi inferiori alla media Ue, ma anche da un minor ricorso a farmaci di recente approvazione».

«Nei prossimi anni il settore – spiega la magistratura contabile – dovrà riassorbire le rilevanti differenze a livello territoriale e assicurare il contributo richiesto al risanamento finanziario. Ciò richiede una valutazione dei margini di manovra che possono derivare dal superamento di inefficienze gestionali e organizzative e un’attenta verifica della funzionalità degli strumenti finora utilizzati».

E per far quadrare il cerchio tra Piani di rientro – che hanno comunque migliorato la qualità dei servizi nelle regioni interessate – e Lea servono « efficaci meccanismi di controllo della spesa e di un più appropriato utilizzo delle strutture e risorse pubbliche». Una priorità che riguarda di fatto tutte le regioni, non solo quelle in deficit.

Tra le difficoltà rilevate: i tetti alla spesa e il payback sui farmaci (che si vuole estendere ai dispositivi medici) non riescono a incidere su dinamiche della spesa sottoposte ad esigenze diverse da quelle finora conosciute; la regolazione degli acquisti attraverso il ricorso a prezzi di riferimento si scontra con la forte varietà e disomogeneità dei prodotti. Il problema resta quindi quello di conciliare rispermi e innovazione. Infine è «necessario rendere più appropriato e mirato l’accesso alle prestazioni (tickets), e dare flessibilità gestionale a strutture in continua ricerca di un equilibrio.

E per un monitoraggio efficace non si può non toccare il nodo dei sistemi informativi. E la Corte dei Conti sottolinea «l’importanza di una manutenzione continua della strumentazione e dell’estensione di esperienze positive che caratterizzano la gestione della sanità in questi anni, per consentire una risposta adeguata alle esigenze di un sistema che si deve confrontare con nuove opportunità di cura e esigenze crescenti di una popolazione tra le più longeve».

Rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti

La presentazione del Report

Il Sole 24 Ore – 22 marzo 2016 

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