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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Corte dei Conti. Costi standard poco rilevanti per determinazione fabbisogno
    Notizie ed Approfondimenti

    Corte dei Conti. Costi standard poco rilevanti per determinazione fabbisogno

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche24 Febbraio 2011Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Così i magistrati della Corte dei Conti nel corso dell’audizione odierna sul federalismo fiscale regionale presso la Commissione bicamerale. Per mutare l’attuale allocazione delle risorse occorrerebbe inserire nuovi criteri di riparto, compreso l’indice di “deprivazione”. Leggi il testo integrale dell’audizione.

    Si è svolta oggi l’attesa audizione della Corte dei Conti presso la Commissione bicamerale per il federalismo fiscale dedicata alla fiscalità regionale e ai costi standard sanitari.

    Di seguito ampi stralci dell’audizione relativa al capitolo dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. In allegato il testo integrale dell’audizione della Corte dei Conti.

    “(omissis) La scelta operata nel decreto di valorizzare l’esperienza maturata negli anni nella gestione della spesa sanitaria, se da un lato sembra ridurre l’impatto del riferimento ai costi standard nel nuovo meccanismo di definizione del finanziamento del settore, dall’altro ha il pregio di semplificare la gestione del sistema, garantendo, per altra via, il collegamento tra la programmazione di bilancio, la compatibilità di finanza pubblica, e l’analisi comparativa di quantità e qualità dei servizi erogati.

    (omissis)

    Il riferimento ai costi standard può rilevare ai fini degli indicatori di efficienza e appropriatezza ed incidere positivamente sul sistema di autovalutazione delle Regioni e sulla conseguente adozione delle “best practices”, ma appare non immediatamente rilevante ai fini della determinazione del finanziamento da riconoscere alle diverse realtà territoriali.

    L’allocazione delle risorse è destinata a mutare solo se viene assunto un diverso metodo di pesatura rispetto a quello utilizzato nell’anno preso a riferimento. Infatti eventuali conseguenze redistributive dipenderanno dalla estensione dei pesi per le varie classi di età alle varie categorie di assistenza sanitaria (oggi solo un terzo del finanziamento è ripartito sulla base della popolazione pesata, la parte restante sulla base della popolazione assoluta). Le conseguenze nella disponibilità di risorse, rispetto alla situazione attuale, potrebbero essere in questo caso anche rilevanti.

    (omissis)

    La disponibilità di dati sui consumi distinti per classe di età, per ora limitata alla spesa ospedaliera, a quella farmaceutica e a quella specialistica ambulatoriale, potrebbe consentire di rivedere nel tempo la stima della spesa standard nazionale, calcolando in modo sempre più preciso il fabbisogno su cui basare il criterio di pesatura e correggere eventualmente il tasso di variazione della spesa sanitaria complessiva compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica o l’estensione dei servizi da garantire alla collettività.

    Attraverso, quindi, una possibile revisione dei criteri di pesatura (non necessariamente legati a quelli di due esercizi precedenti a quello di avvio della procedura) e con un arricchimento delle informazioni disponibili sul territorio, si potrebbe poter tener conto nel calcolo anche di fattori ulteriori, tra i quali è stato da più parti indicato l’indice di deprivazione come misura delle condizioni di svantaggio socio economico di un’area geografica .

    Nel testo è previsto che a decorrere dal 2013 (in fase di prima applicazione) si avvii un processo di convergenza, ovvero il finanziamento dei servizi erogati dalle Regioni non sia stabilito più in base alla spesa storica ma secondo valori standard di costo e fabbisogno. Un aggiustamento da realizzare in cinque anni, ma di cui non viene esplicitato il percorso previsto. In particolare, né come debba essere considerato l’andamento nel prossimo biennio (in cui verranno effettuate le scelte delle Regioni benchmark e definiti i criteri per la pesatura della popolazione), né come si svilupperà la fase transitoria in cui verranno applicati con gradualità in tutte le Regioni valori di costo rilevati nelle Regioni benchmark e i nuovi criteri di ripartizione.

    Il quadro è reso ancora più incerto se si considera che nelle modifiche della Conferenza unificata concordate tra Regioni, Enti locali e Governo è stata proposta la eliminazione della disposizione che prevedeva che, fino al raggiungimento dell’intesa, si applicassero i criteri adottati per il riparto delle annualità 2010-2012, ovvero i criteri transitori che coincidono con quelli adottati dal Nuovo patto per la salute del 3 dicembre 2009, basati su un criterio misto popolazione assoluta/popolazione pesata (lettera e). (omissis)

    Quotidianosanita.it – 24 febbraio 2011

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