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Corte dei conti: in Sicilia un buco da 100 milioni nella sanità. I giudici: «Situazione di estrema gravità»

La Corte dei Conti segnala un buco di quasi 100 milioni per la sanità in Sicilia, poiché «nell’esercizio 2013 il fabbisogno del settore è risultato superiore rispetto agli stanziamenti del bilancio e analoga situazione si profila in relazione al corrente esercizio».

Per i giudici contabili, che stamani hanno parificato il consuntivo 2013 della Regione siciliana pur con qualche rilievo, mancano 97,796 milioni, ciò «produce una situazione di estrema gravità». Non solo, la Corte critica la scelta del governo regionale fatta nella manovra correttiva (legge regionale 13 del 2014), di destinare alla spesa per i forestali e al fondo perequativo comunale «parte del risparmio di spesa conseguente all’accertamento del risultato di gestione del servizio sanitario regionale per l’anno 2013, nella misura di 100 milioni». Sebbene la verifica del risultato di gestione sia al vaglio dei tavoli ministeriali, secondo la Corte «l’operazione presenta elementi di incoerenza» poiché i 100 mln relativi al risultato di gestione dovevano essere destinati «a coprire il disallineamento tra la maggiore spesa sanitaria degli esercizi 2013 e 2014 e i minori stanziamenti di bilancio».

«Né a coprire tali disallineamenti – scrivono i giudici – appare risolutiva l’utilizzazione, disposta con due decreti del Ragioniere generale della Regione”, per 189 milioni, «corrispondenti ai maggiori gettiti accertabili nel solo esercizio 2014 per effetto della modifica del sistema di contabilizzazione delle maggiorazioni dell’aliquota Irap e dell’addizionale Irpef».

«Ciò in quanto la destinazione ad affettive necessità di spesa di un accertamento non prodotto da un reale aumento del gettito, ma solo da una modifica dei criteri di contabilizzazione – si legge nel documento della Corte – presenta elementi di incoerenza con i principi di veridicità del bilancio e di prevalenza della sostanza sulla forma».

La gestione commissariale non ha dato la possibilità di una programmazione a lunga scadenza «e per questo che adesso auspichiamo con l’insediamento dei direttori generali che si possa fruire di una maggiore stabilità del sistema», ha commentato il rendiconto l’assessore alla Sanità Lucia Borsellino.

«È chiaro che questo dato – ha sottolineato Borsellino – è legato al fatto che alcune aziende partivano da situazioni di disavanzo strutturale ben più pesanti di altre e quindi un anno di gestione commissariale non è riuscita certo ad allineare i livelli di performance di tutto il sistema. Sarà nostra cura nel prossimo triennio di programmazione cercare di attenuare queste differenze e far sì che le virtuosità del sistema siano ascrivibili a tutte le aziende». «Io penso – conclude l’assessore alla Sanità – che il 2014 possa dare ulteriori segnali positivi confermando un trend che già si è confermato nell’esercizio finanziario in corso».

Il Sole 24 Ore sanità – 4 luglio 2014

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