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Corte dei Conti: «Basta austerity. La crisi è costata 230miliardi»

Giampaolino: «La perdita permanente di Pil si è tradotta in un gettito inferiore alle attese di quasi 90 miliardi»

Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti (Ansa)«In Italia, nel periodo 2009-2013, la mancata crescita nominale del Pil ha superato i 230 miliardi». Parole e pensieri del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, durante la presentazione odierna del Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica. Per la Corte dei Conti si tratta di «un dato sintetico che fornisce un’immediata percezione delle difficoltà di gestione del bilancio pubblico mentre l’economia non cresce più».

LA PERDITA DI GETTITO – E la perdita permanente di Pil, nell’arco della legislatura passata, «si è tradotto in una caduta del gettito fiscale superiore alle attese» di quasi 90 miliardi, ha proseguito Giampaolino, contabilizzando la voragine che ne è derivata per i conti pubblici.

STIMOLI PER CRESCERE – Così – secondo il numero uno della Corte dei Conti – «ciò che serve all’Italia dall’Europa sono stimoli per crescere di più, non deroghe per spendere di più». «Prima ancora di affrontare una probabile resistenza delle autorità europee – ha aggiunto Giampaolino – e dei partner, sarebbero gli stessi mercati a punire l’allontanamento da una strada di risanamento da parte di Paesi, come l’Italia, così esposti sul fronte del debito pubblico».

LA NUOVA LEGISLATURA – Giampaolino ha poi sottolineato anche il cambio di passo rispetto alle politiche di austerity: «Il passaggio alla nuova legislatura sembra proporre un primo tentativo di operare in discontinuità da una politica di bilancio che, a partire dall’estate 2011, ha dovuto fare affidamento su consistenti aumenti di imposte, nonostante le condizioni di profonda recessione in cui versava l’economia».

LE RISORSE – Eppure la riduzione della pressione fiscale è un obiettivo «non facile da coniugare con il rispetto degli obiettivi europei», ha evidenziato Giampaolino. Invece «di più immediata percorribilità potrebbe rivelarsi una scelta volta ad aumentare l’equità distributiva del prelievo». Parlando di agevolazioni ha sottolineato come possa essere una «illusione» pensare di trovare dei fondi da una razionalizzazione per un’eventuale riduzione d’imposta.

29 maggio 2013

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