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Corte dei conti, tecnologia inutilizzata condannati due dirigenti Asl

Ventimila euro da rifondere all’Asl 3 per avere provocato un danno con l’acquisto di un sistema di digita-lizzazione tardivamente utilizzato per il sistema radiografico della stessa Asl. A doverli rifondere, in base alla sentenza di primo grado della Corte dei Conti, sono Giulio Antonio Cecchini e Domenico Gallo che nel giudizio erano difesi dai legali Giancarlo Faletti e Mauro Casanova.

La vicenda trova origine nell’inchiesta della Guardia di Finanza che, nell’ottobre del 2009, aveva evidenziato come «presso la Asl 3 Cecchini (coordinatore dei servizi di radiologia) e Gallo (direttore dell’unità operativa del sistema informativo aziendale), avevano determinato l’acquisto di materiale informatico (workstation con monitor, coppie di monitor medical grade, robot perla distribuzione di immagini e referti), nell’ambito del “Progetto digital radiology estensione parco workstation di refertazione”». Acquisti che avvennero tramite Datasiel con una spesa di 234.519 euro. La Finanza aveva però scoperto come il materiale non fosse «mai stato messo in opera» giacendo «inutilizzato nei maga7zini della ASL 3». La difesa dei Cecchini e Gallo era stata tesa a negare questa ipotesi: il materiale era stato in realtà messo in funzione (salvo una coppia di monitor, oggetto di furto). Per la Procura della “CdC” invece gran parte delle attrezzature era stata messa «in uso nel corso del 2010, e due pezzi nel 2009, quindi dopo l’accertamento della Guardia di Finanza» Per l’accusa le attrezzature (prese in carico nel 2008) erano rimaste inutilizzate per quasi due anni «a causa della difficoltà di integrazione tra il sistema del Pacs (refertazione e memorizzazione immagini) attivo, all’epoca, solo negli ospedali di Sestri Ponente e Voltr»i. Perla Corte dei Conti il danno è stato quindi provocato per «la rapida obsolescenza dell’hardware (che di solito si sostituisce dopo cinque anni)» e perché « anticipando l’acquisto, non si è potuto comprare materiale più moderno e con migliori prestazioni». Secondo la difesa di Cecchini e di Gallo invece non c’erano stati danni e, nella vicenda era stati coinvolti altri soggetti.

Nell’iter – secondo la tesi dell’avvocato Faletti, difensore di Cecchini – «erano stati coinvolti altri soggetti, quali il direttore sanitario». Cecchini era intervenuto in un secondo tempo, «soltanto con un parere sulle schede tecniche. C’era stata comunque un’utilizzazione parziale, con un guadagno documentato, anziché un danno». Per il professor Mauro Casanova, legale di Gallo «come dimostra la relazione tecnica, non c’è la rapida obsolescenza delle attrezzature e le macchine oggi disponibili sono le stesse e di un costo maggiore». La Corte dei Conti ha però valutato come sussistente il danno quantificandolo «in via equitativa nel 15% del costo del materiale tardivamente installato per un totale di 38.776 euro. Il tutto imputato «per colpa grave» a Cecchini e Gallo. Una colpa che «ricorre palesemente nel caso di Gallo, direttore del sistema informativo e principale responsabile dell’attuazione del progetto». Come per Cecchini per avere dichiarato, nel proprio parere, che «il materiale da acquistare era compatibile con il sistema informatico in uso. Impossibile peri giudici quantificare al dettaglio i danni causati dal ritardato impiego per cui «il danno va calcolato equitativamente, con prudente apprezzamento, in 20.000 euro tenuto conto anche della obiettiva complessità del compito affidato». Soldi da rifondere alla Asl 3 Genovese.

Il Secolo XIX – 6 aprile 2012

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