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Corte dei Conti: troppe tasse, l’economia rischia l’avvitamento

La Corte dei Conti dà l’allarme: l’aumento della pressione fiscale, ha avvertito il presidente Luigi Giampaolino in occasione della presentazione alla Camera del Rapporto su coordinamento della finanza pubblica, provoca «impulsi recessivi» sull’economia reale allontanando gli obiettivi di gettito e provocando un «rischio di avvitamento».

Insomma, «va disinnescato il circolo vizioso». La crescita nel 2011, ha poi sottolineato, è stata «asfittica» e il gettito fiscale è rimasto sotto le attese, con prospettive ancora negative per alcuni anni.

Il ministro Giarda: con sisma difficile calo tasse

«Mi auguro – ha commentato il ministro per i Rapporti con il parlamento, Piero Giarda, intervenendo alla presentazione del rapporto – sia possibile ridurre la pressione fiscale nel nostro paese». «Ci sono decisioni di aumento delle tasse – ha infatti spiegato il ministro – che sono già state assunte e vengono in attuazione per il prossimo autunno. Le conseguenze degli eventi calamitosi che hanno colpito il nostro paese – ha concluso Giarda – danno agli impegni del governo difficoltà ancora maggiore di quella ipotizzata».

Giampaolino ha ricordato che nel 2011 «il gettito fiscale è rimasto al di sotto delle previsioni, penalizzato dalla mancata ripresa dell’economia». Ha poi aggiunto che si tratta di «un fenomeno non occasionale destinato a protrarsi per alcuni anni». C’è tuttavia un aspetto positivo: il presidente della Corte dei Conti ha sottolineato che la spesa pubblica è in riduzione: «al netto degli interessi e dei trasferimenti alle amministrazioni locali – ha spiegato – le spese dello Stato risultano diminuite nel biennio 2010-2011 di circa il 6 per cento».

Nel triennio 2007-2009 l’evasione ha sottratto 46 miliardi l’anno

Nel dossier i magistrati contabili hanno segnalato che dal 2007 al 2009, tra Iva e Irap, si registra «un vuoto di gettito di oltre 46 miliardi di euro l’anno». «Il tasso di evasione – si legge ancora nel report – è stato stimato in misura pari al 29,3% nel caso dell’Iva e al 19,4% per l’Irap». Secondo i magistrati contabili «l’evasione fiscale resta una piaga pesante per il sistema tributario e per l’economia del nostro paese».

Inappropriatezza gestionale nella sanità

Nel settore sanitario si registrano «frequenti episodi di corruzione a danno della collettività che continuano a essere denunciati». Il settore, osserva il presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo, «continua, tuttavia, a presentare fenomeni di inappropriatezza organizzativa e gestionale che opportunamente ne fanno un ricorrente oggetto di attenzione ai fini dei programmi di tagli di spesa. Senza però – prosegue – dover per questo ricominciare daccapo e rinunciare alla valorizzazione e allo sviluppo dei percorsi di rientro che sono stati positivamente sperimentati in questi anni, seppure senza contraddizioni e criticità, evidenziate dai frequenti episodi di corruzione a danno della collettività che continuano a essere denunciati nel settore».

Privatizzazioni per abbattere il debito

Secondo Mazzillo va ripreso «con convinzione e continuità, il processo volto a realizzare un abbattimento significativo del debito, attraverso la dismissione di quote importanti del patrimonio oggi in mano pubblica». Lo ha affermato Mazzillo. Secondo il presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti occorre puntare sull’ampliamento della base imponibile attraverso la lotta all’evasione. Ciò perché i margini per riequilibrare il «sistema di prelievo» fiscale cercando di conciliare «rigore, equità e crescita» sono esauriti.

ilsole24ore – 6 giugno 2012

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