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Così l’Europa finanzia le dieci star agroalimentari. Dai vini ai formaggi oltre 23,5 milioni all’Italia. Nuova strumento con una dotazione finanziaria generosa e crescente

Roberto Fiori. Oltre 23,5 milioni di euro a favore dell’Italia sono in arrivo dall’Unione Europea con il nuovo Regolamento per la promozione dei prodotti agricoli 2016-2020, entrato in vigore l’1 dicembre 2015. Dai vini ai formaggi, dall’olio ai salumi e all’aceto balsamico, sono 10 i progetti nostrani finanziati da Bruxelles, su un totale di 60 iniziative europee per un contributo totale di 94,2 milioni.

Si tratta di un filone di finanziamento completamente nuovo rispetto a Psr e Ocm vino, che prevede una dotazione finanziaria molto generosa e crescente (per arrivare a 200 milioni nel 2020), ma che ha registrato anche un inevitabile aumento della concorrenza. In quest’ottica, è ancora più lusinghiero il fatto che il primo progetto italiano, quello del Consorzio dell’Asti Docg, si sia posizionato secondo a livello europeo, subito dopo l’Organizzazione spagnola delle olive da tavola.

Il 70% delle risorse è stata destinata a progetti fuori dai confini Ue. Lo aveva spiegato bene tempo fa uno dei più importanti dirigenti della Direzione generale Agricoltura della Commissione Europea, lo spagnolo Diego Canga Fano, mentre era ospite in Piemonte dell’europarlamentare Alberto Cirio: «Punteremo gradualmente a concentrare i finanziamenti sui mercati extra europei, perché è lì che si cresce di più». L’obiettivo del nuovo regolamento è quello di innovare, dando priorità ad azioni su aree e mercati periferici che ad oggi sono stati meno toccati dall’attività di promozione. «Tutti vanno a New York – aveva detto Canga – ma nessuno pensa di andare a Dallas o in Messico».

Altra parola chiave è «multi». Innanzitutto «multi-prodotto»: si punta, cioè, a potenziare le partnership privilegiando progetti concentrati su abbinamenti tra eccellenze. E per la prima volta si possono utilizzare i marchi commerciali. «E’ un grande risultato, perché parliamo innanzitutto di risorse nuove – commenta l’eurodeputato Cirio -. E poi sono fondi diretti, cioè assegnati dalla Commissione europea senza il filtro dello Stato o delle Regioni. Proprio quel tipo di risorse che non abbiamo mai sfruttato, o perché non riuscivamo a intercettarle o perché i progetti non erano adatti a ottenere un finanziamento. Siamo nuovamente al lavoro, perché nell’aprile 2017 si aprirà la nuova finestra».

La durata del programma è triennale e per i progetti da 800mila a 8 milioni di euro il finanziamento previsto è l’80%. E’ il caso dell’iniziativa che ha come capofila il Consorzio dell’Asti Docg, che beneficerà di quasi 4,8 milioni di risorse europee e di un cofinanziamento di 1,2 milioni di euro da parte delle aziende, per un valore complessivo di 6 milioni. «Li useremo da gennaio 2017 – dice il direttore Giorgio Bosticco – per un piano di promozione negli Usa in abbinamento con gli altri prodotti dell’eccellenza agroalimentare del nostro territorio».

La Stampa – 20 novembre 2016 

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