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Così scompare la legge di Stabilità. Dal Senato via libera definitivo al Ddl di riforma della legge di bilancio. Nuove misure applicabili dalla prossima sessione

Via libera dell’Aula del Senato al Ddl di riforma della legge di contabilità. Il voto favorevole, sul testo già approvato dalla Camera il 22 giugno scorso, è arrivato con 184 sì, 23 no e 15 astenuti. Il disco verde è stato preannunciato da tutti i gruppi eccetto la Lega che ha dichiarato la propria astensione e il M5S che si è espresso per il no.

Le nuove misure saranno applicabili già dalla prossima sessione di bilancio. Il Ddl sulla riforma dei contenuti della legge di bilancio (AS n. 2451), è in attuazione dell’articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio in Costituzione. Tra le novità più importanti l’introduzione di una unica legge, che unifica in un solo provvedimento sia la legge di stabilità che quella di bilancio.

La nuova legge di bilancio – com’è noto – viene articolata in due sezioni. La prima, che assorbe in gran parte i contenuti dell’attuale legge di stabilità, contiene esclusivamente le misure finalizzate a realizzare gli obiettivi di finanza pubblica indicati nei documenti programmatici di bilancio, vale a dire il Def e la Nota di aggiornamento. La seconda sezione è invece dedicata alle previsioni di entrata e di spesa espresse in termini di competenza e cassa e formate sulla base del criterio della legislazione vigente e delle proposte di rimodulazioni da introdurre secondo le condizioni ed i limiti esposti nella proposta di legge.

Viene poi introdotto l’avvio di una sperimentazione dell’adozione di un bilancio di genere, per la valutazione del diverso impatto delle politiche di bilancio sulle donne e sugli uomini, in termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito.

Il testo iniziale della proposta, di iniziativa parlamentare, come riferito dal relatore Antonio Azzollini (Ap), è stato notevolmente modificato nel corso dell’esame in Commissione alla Camera. Oltre all’ integrazione dei due strumenti principali della manovra annuale, la proposta cambia i tempi di presentazione dei documenti che compongono il ciclo di bilancio. In particolare, viene posposto al 27 settembre (dal 30 settembre nel testo iniziale, poi modificato in Commissione bilancio della Camera), rispetto alla attuale data del 20 settembre, il termine per la presentazione della Nota di aggiornamento al Def, e viene introdotto il termine del 20 ottobre (ora 15 ottobre) per la deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo disegno di legge di bilancio.

Sempre sul Def, si interviene sul contenuto della seconda sezione (Analisi e tendenze della finanza pubblica), e si stabilisce che questa debba anche contenere, almeno per il triennio successivo, le informazioni di dettaglio sui risultati e sulle previsioni dei conti dei principali settori di spesa (con particolare riferimento a quelli relativi al pubblico impiego, alla protezione sociale e alla sanità), nonché sul debito della Pa.

Nel Def si ricomprendono poi i contenuti informativi relativi al benessere equo e sostenibile sulla base degli indicatori definiti da un apposito Comitato Istat. E il ministro dell’Economia entro il 15 febbraio di ogni anno dovrà presentare una relazione alle Camere sull’evoluzione dell’andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile, sulla base degli effetti determinati dalla legge di bilancio per il triennio in corso. Rafforzata l’accessibilità delle banche dati della Pa per consentirne la consultazione da parte dei membri del Parlamento.

Il Sole 24 Ore sanità – 29 luglio 2016 

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