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Costi politica: Consiglio veneto riduce stipendi consiglieri

(Arv) Venezia 22 dicembre 2010 – Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità un testo di legge che modifica il trattamento indennitario dei consiglieri veneti e riduce i costi degli apparati politici e amministrativi degli enti regionali. Il testo è stato elaborato sulla base di cinque progetti firmati rispettivamente da Idv, Udc, Pdl, Pd e da tutti i capigruppo in “sinergia” con l’Ufficio di Presidenza. Obiettivo, come si è detto, ridurre i costi della politica veneta. Il risparmio complessivo che si raggiungerà è stimabile attorno ad un milione di euro all’anno solo per quanto riguarda i costi dell’assemblea legislativa, cinque nell’intera legislatura. “I costi della politica regionale veneta – ha rilevato nella sua relazione Costantino Toniolo presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali – erano già inferiori ai tetti stabiliti dal cosiddetto decreto Calderoli, si è però, voluto puntualizzare, con legge, una serie di riduzioni a partire da palazzo Ferro-Fini e dare anche indicazioni di risparmio ai vari enti a partecipazione regionale”. Per quanto riguarda l’indennità di carica lorda dei consiglieri veneti essa rimane parametrata al sessantacinque per cento di quella dei membri del Parlamento nazionale e naturalmente agganciata alle riduzioni che i due rami del Parlamento hanno deciso. Il testo approvato dall’aula di palazzo Ferro-Fini, prevede, in sintesi, una riduzione del 12% dell’indennità di funzione e della diaria. Per quanto riguarda l’indennità di funzione essa comporterà una riduzione lorda mensile che varierà da 470 a 120 euro a seconda degli incarichi ricoperti dai consiglieri. Per quanto riguarda la diaria dei consiglieri viene posto un tetto massimo, anch’esso pari al 65% della diaria dei parlamentari. La sua determinazione verrà fissata dall’ufficio di Presidenza. Tenendo conto della diminuzione già decisa per la diaria dei deputati si può calcolare che per ogni singolo consigliere veneto comporterà una riduzione degli emolumenti di ulteriori 325 euro mensili. Un altra novità introdotta dal testo approvato oggi riguarda i rimborsi spese che non saranno più forfettizzati ma legati all’effettiva attività dei consiglieri. Complessivamente gli emolumenti mensili dei consiglieri regionali veneti subiranno, quindi, una riduzione che varierà da 800 a 450 euro. La legge affronta poi uno degli aspetti più impopolari dei costi della politica: quelli legati all’uso delle “auto blu”. Il testo approvato stabilisce che la spesa dovrà essere al di sotto dell’80% di quelle registrate nell’anno 2009 e stabilisce che i vertici dei vari enti, agenzie e società regionali non possano utilizzare in via ordinaria auto di servizio per il trasferimento dall’abitazione al luogo di lavoro. La legge approvata stabilisce, infine, che il bilancio pluriennale 2011-2013 provveda a ridurre le voci relative a spese per studi, consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicità. Il vice presidente del Consiglio Franco Bonfante (Pd) ha definito il provvedimento approvato “un passo avanti e un buon lavoro di cui andare fieri ” e un “segnale ai veneti soprattutto, alle famiglie più colpite dalla crisi”. Gustavo Franchetto capogruppo dell’Idv ha giudicato significativo che questa legge sia la sintesi di cinque proposte avanzate da gruppi diversi sia di maggioranza che di opposizione.

Una prima significativa e doverosa riduzione dei costi che potrà essere completata in sede di approvazione dello Statuto stabilendo anche la riduzione del numero dei membri del Consiglio veneto. Raffaele Grazia (Udc) membro dell’Ufficio di Presidenza, dopo aver ricordato che è la seconda volta che il Consiglio veneto provvede a ridurre le indennità dei suoi membri, ha sottolineato la significativa a riduzione dei costi (5 milioni di euro nella legislatura) e l’opportunità di aver posto fine alla forfettizzazione delle diarie. Laura Puppato , capogruppo del Pd, ha giudicato estremamente positivo il fatto che questa legge sia stata approvata senza “bandierine” di partito ma con la collaborazione di tutti da parte di un Consiglio regionale che, comunque, era fra i meno costosi d’Italia. Pietrangelo Pettenò rappresentante della Federazione della Sinistra Veneta ha osservato che questa legge va bene ma vi sono altre voci sulle quali intervenire per ridurre i costi dell’intera macchina regionale. A cominciare dagli spropositati compensi dei vertici di enti, aziende e società regionali.

Mariangelo Foggiato consigliere di Unione Nord Est ha elogiato il Consiglio veneto che si mosso egregiamente e autonomamente in barba all’invasione di campo del decreto Calderoli. “Del resto – ha precisato – nella scorsa legislatura l’assemblea veneta autoridusse i propri costi anche in ordine dei privilegi relativi al TFR e al sistema pensionistico dei consiglieri. Roberto Fasoli (Pd) ha affermato che questa legge “dovuta e necessaria” dovrà essere affiancata, per non perdere di significato da un rilancio qualitativo del ruolo del Consiglio regionale. Un concetto, questo, ripreso anche da Carlo Alberto Tesserin che ha chiuso il dibattito illustrando il voto favorevole della maggioranza. “Per giudicare l’azione della Regione Veneto e, soprattutto, del suo organo più rappresentativo, il Consiglio, bisogna tener sì conto dei costi ma, anche e soprattutto, della sua capacità di produzione ed efficienza”.

 

 

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