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Covid-19, aumento ricoveri e decessi. Circolazione virale sottostimata almeno del 50% sia per l’utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’, sia per il mancato testing di persone asintomatiche. Il report Gimbe

Continuano a crescere i ricoveri Covid nei reparti ordinari, +11%, e in terapia intensiva, +28%, mentre restano stabili i contagi. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 25 novembre -1 dicembre, in particolare, nella settimana, i ricoveri con sintomi sono stati 8.458 contro 7.613 e le persone ricoverate nelle terapie intensive 320 conto 250. «Il numero dei nuovi casi settimanali Covid non è più un indicatore affidabile della circolazione virale, sottostimata almeno del 50% sia per l’utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’, sia per il mancato testing di persone asintomatiche o paucisintomatiche. Infatti, a partire da fine settembre, il tasso di ospedalizzazione sul totale dei positivi è raddoppiato sia per l’area medica (da 0,8% a 1,62%) sia per la terapia intensiva (da 0,03% a 0,06%) e il numero dei decessi continua a salire», sostiene Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

In generale, cresce il numero dei tamponi totali (+3,8%): da 1.276.986della settimana 18-24 novembre 2022 a 1.324.969 della settimana 25novembre 2022-1° dicembre 2022. In particolare, i tamponi rapidi sono aumentati del 4,3% (+45.858), mentre quelli molecolari dell’1% (+2.125). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività rimane stabile al 13,5% per i tamponi molecolari e si riduce dal 18,8% al 17,8% per gli antigenici rapidi. Si evidenzia una sostanziale stabilità dei nuovi casi (227.420 contro229.122) mentre sono in aumento anche i casi attualmente positivi (507.169 contro 492.457), le persone in isolamento domiciliare(498.391 contro 484.594). In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, dopo aver raggiunto il minimo di 203 il 10 novembre, sono saliti a 320 l’1 dicembre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 6.347 l’11 novembre, hanno raggiunto quota8.458 l’1 dicembre. All’1 dicembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 13,3% in area medica (dal 5% della Provincia autonoma di Bolzano al 35,5% dell’Umbria) e del 3,2% in area critica, dall’1% della Provincia autonoma di Bolzano al 6,5%dell’Emilia-Romagna. «Aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi/al giorno rispetto ai 30 della settimana precedente», conferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe.

Sul fronte dei nuovi casi settimanali, non si registrano sostanziali variazioni (-0,7%): dai 229mila della settimana precedente si attestano a quota 227mila, con una media mobile a 7 giorni che superai 32mila casi al giorno. Sette Regioni registrano un incremento dei nuovi casi (dal 5,7% della Basilicata al 14,4% della Liguria) e 14 un calo (dal -0,6% dell’Emilia-Romagna al -21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano) (tabella 1). In 41 Province si rileva un aumento dei nuovi casi (dal +0,7% di Bergamo al +48,6% di Reggio Calabria), in 66 una diminuzione (dal -0,3% di Salerno al -25,2% di Sondrio). Il numero dei decessi Covid, su 7giorni, continua a salire con un aumento del 9,5%, superando così quota 600, con cifre che non si registravano da metà agosto. «In questo contesto – dice Cartabellotta – preoccupa che, a fronte dell’aumentata circolazione virale, continuino a diminuire le somministrazioni delle quarte dosi per anziani e fragili, lasciando scoperte quasi tre persone su quattro». Sono state oltre 5 milioni le somministrazioni della quarta dose vaccinale contro Covid-19, ma la copertura è solo al 26,9%. La platea per la quarta dose, si spiega nel report, include 19 milioni di persone: di queste, 12,3 milioni possono riceverlo subito,1,7 non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di120 giorni e 5 milioni l’hanno già ricevuto. Al 2 dicembre sono state somministrate 5.140.534 quarte dosi, con una media mobile di 24.378 somministrazioni al giorno, in lieve calo rispetto alle 24.858 della settimana precedente (-1,9%). In base alla platea ufficiale (19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è sotto il 27% con nette differenze regionali: dal 12% della Calabria al 40,3% del Piemonte. Per quanto riguarda la quinta dose, invece, non è ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni, rileva Gimbe.

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