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Covid 19. Contagio negli ambienti di lavoro, la strategia vaccinale non basta. Il caso dei gruppi etnici impiegati nel settore della macellazione

La strategia vaccinale da sola non basta per prevenire il contagio negli ambienti di lavoro e l’adesione alla pratica vaccinale non risulta uniforme tra il personale esposto a maggiore rischio di contagio nelle attività professionali non sanitarie. Il caso dei gruppi etnici impiegati nel settore della macellazione

Le minoranze etniche e gli strati di popolazione a più basso reddito nei paesi più ricchi  hanno dovuto affrontare una miriade di disuguaglianze sanitarie e sociali durante la pandemia di COVID-19.

I migranti spesso lavorano in prima linea in servizi essenziali, quali gli impianti di macellazione che sono stati oggetto di focolai  importanti in più Paesi e che rappresentano ambienti quasi ideali per la rapida trasmissione virale di SARS-CoV-2 su larga scala.

Ormai sono consistenti e consolidate le evidenze scientifiche sulla trasmissione, di COVID-19 per i lavoratori migranti impiegati negli impianti di macellazione nella letteratura scientifica. Tali lavoratori spesso lavorano in occupazioni ad alto rischio di trasmissione COVID-19, contraggono l’infezione a tassi più elevati e sperimentano risultati peggiori rispetto ai gruppi non etnici.  Questo anche perché tali attività utilizzano spesso una grande forza lavoro confinata in piccoli spazi di lavoro, che viene adibita a eseguire lavori fisicamente impegnativi in ??ambienti rumorosi che richiedono urla per comunicare, aumentando la frequenza respiratoria dei lavoratori e la quantità di goccioline aerosolizzate espulse e quindi il conseguente aumento del rischio di trasmissione virale.

Sebbene i programmi di sensibilizzazione sulla vaccinazione rafforzati rimangano un importante approccio di equità per la sicurezza dei lavoratori migranti, da soli sono insufficienti. L’emergenza e rapida diffusione di molteplici varianti di preoccupazione di SARS-CoV-2 sempre più trasmissibili e in grado di eludere l’immunità pregressa da infezione o vaccinale, sottolineano la necessità di strategie di prevenzione e controllo a tutela dei lavoratori migranti in tutti i paesi: oltre al miglioramento della ventilazione e della qualità della maschera in molti ambienti lavorativi ad alto rischio dovrebbe essere preso in considerazione anche il programma di vaccinazione obbligatoria universale unito all’azione di formazione e informazione da fare propria nel Documento di Valutazione del Rischio aziendale.

Questi aspetti sono stati discussi nel Convegno Atti Convegno: Salute, sicurezza e legalità del lavoro agricolo Fieragricola di Verona 02 marzo 2022 rivolto agli operatori dei Servizi delle Aziende Sanitarie, alle associazioni del settore agricoltura, alla rete degli istituti agrari e professionisti del settore dove gli aspetti sanitari sono stati resi inscindibili da quelli etici.  Gli atti sono resi disponibili sul sito della AUSL 9.

Fabreau GE et al, 2022. Vaccines alone will not prevent COVID-19 outbreaks among migrant workers: the example of meat processing plants. Clinical Microbiology and Infection 28 (2022) 773e778I VACCINI NON PREVENGONO I CONTAGI – LO STUDIO

https://spisal.aulss9.veneto.it/convegno-salute-sicurezza-e-legalita-del-lavoro-agricolo-news240222

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