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Covid 19 è un agente zoonosico: studio dei Paesi Bassi dimostra il contagio dal visone agli uomini in contesto di allevamento intensivo

Indagine approfondita su focolai di malattia Covid 19 in 16 allevamenti e sulle persone che vi lavorano o li frequentano, utilizzando la sequenziazione genomica completa del RNA isolato dagli animali e dagli uomini. Le sequenze isolate dai genomi virali dei visoni di alcuni allevamenti evidenziano una mutazione a livello di proteina spike (D614G), che in test in vitro è stata associata ad una maggiore virulenza, ad indicare che in termini di medicina preventiva siamo di fronte ad un virus che meno circola e si replica nei vari ospiti meglio è. 

La lettura dei pre-prints permette di anticipare alcune evidenze scientifiche, laddove i dati siano prodotti da qualificati studiosi. Inoltre, il fatto che tali pubblicazioni siano ad accesso aperto, e che gli autori non abbiano ancora trasferito i diritti di autore all’editore, permette di “condividere” con un vasto pubblico di lettori, testo, tabelle e figure a patto di citare correttamente la fonte, specie nel contesto della pandemia Covid 19.

In precedenti approfondimenti su questo sito avevamo già affrontato la problematica della suscettibilità a Sars-CoV-2 da parte dei visoni allevati, non escludendo che specie simili selvatiche possano costituire dei serbatoi. 

Il lavoro “Jumping back and forth: anthropozoonotic and zoonotic transmission of SARS-CoV-2 on mink farms” di Oude Munnink et al, disponibile come pre-print (in allegato) riporta l’indagine approfondita sui focolai di malattia Covid-19 in 16 allevamenti di visoni e sulle persone che a vario titolo frequentano o lavorano in questi allevamenti nei Paesi Bassi. Il sequenziamento dell’intero genoma (WGS) ha permesso di giungere alle seguenti evidenze: il virus è stato inizialmente introdotto dall’uomo e si è evoluto, adattandosi al nuovo ospite in modo rapido, che riflette la possibilità di avere avuto numerosi passaggi da animale ad animale, passaggi propri di una situazione di allevamento intensivo.  Inoltre si evidenziano anche le prime trasmissioni da animale a uomo di SARS-CoV-2 . Possibilmente, all’inizio della introduzione del contagio da parte dell’uomo nell’allevamento, ci sono stati passaggi ciechi (infettività circolante e contagi, senza che fosse associata una sintomatologia clinica evidente).

Il virus è entrato nell’allevamento diverse settimane prima del rilevamento.  Nonostante le misure di biosicurezza prese, e l’abbattimento immediato degli allevamenti infetti, è in corso nei Paesi Bassi la trasmissione tra gli allevamenti di visoni con tre grandi cluster con modalità di trasmissione sconosciute.  Questo ha portato alla decisione da parte delle Autorità di chiudere tutti gli allevamenti di visoni anticipatamente rispetto alla scadenza prevista del 2024 per ragioni di salute pubblica, indennizzando i titolari delle attività. Stiamo parlando di circa 900.000 visoni in 130 allevamenti. Il governo dei Paesi Bassi porta ad evidenza i numerosi casi umani di contagio da visoni, per giustificare una misura così drastica nell’interesse della salute pubblica.

Il passaggio del virus dagli animali all’uomo può selezionare varianti che differiscono in caratteristiche di infettività e patogenesi. Nei Paesi Bassi, le sequenze isolate dai genomi virali dei visoni di alcuni allevamenti evidenziano una mutazione a livello di proteina spike (D614G), che in test in vitro è stata associata ad una maggiore virulenza, ad indicare che in termini di medicina preventiva siamo di fronte ad un virus che meno circola e si replica nei vari ospiti meglio è.

In Italia, nonostante la campagna di sensibilizzazione della Lav e una raccomandazione inviata dal Ministero della salute alle Regioni e Provincie Autonome, non si hanno dati di sorveglianza attiva e passiva sui circa 10 allevamenti di visone presenti nel Nord Italia. Non è dato sapere se sia un problema di mancanza di evidenze o di mancanza di dati.  Di sicuro non bisogna ripetere situazioni di importante sottovalutazione degli aspetti di sanità pubblica, in chiave one health, quali ad esempio quelli legati ai recenti outbreaks in sede di impianti di macellazione, richiamati dalla nota del Sindacato Sivemp Veneto

 

Scarica: 

Jumping back and forth: anthropozoonotic and zoonotic transmission of SARS-CoV-2 on mink farms

(riproduzione ammessa solo citando la fonte – testo raccolto a cura della redazione)

5 settembre 2020

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