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Emergenza Covid. Crediti Ecm, esonero per il personale sanitario. Il Sivemp: norma frettolosa e discriminatoria, occorre ristabilire equità e correttezza formale

Il “Decreto scuola” è stato emendato affinché il personale sanitario fosse esonerato dall’acquisizione dei 50 crediti formativi ECM per l’anno 2020. Ma il comma 2-ter dell’art. 6 del DL 22/2020, convertito con modificazioni nelle legge 41/2020 prevede che solamente “i 50 crediti da acquisire, per l’anno 2020, da medici, odontoiatri, infermieri e farmacisti (…) si intendono già maturati da coloro che, in occasione dell’emergenza da COVID-19, abbiano continuato a svolgere la propria attività professionale”.

Per il SIVeMP Il riconoscimento è concettualmente opportuno ma la selezione di sole 4 categorie professionali e l’esclusione di tutte le altre suona frettolosa e – ci auguriamo – involontariamente discriminatoria.

Anche l’individuazione delle strutture cui fa riferimento l’emendamento trascura tutto il personale degli IRCCS, degli IZS, delle RSA e delle ARPA, mentre tutela i liberi professionisti delle 4 categorie suddette.

Per questo il Segretario Nazionale, Dott. Aldo Grasselli, ha inviato una lettera al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Presidente Fnovi, Gaetano Penocchio e alle Commissioni Sanità di Camera e Senato per chiedere ad ognuno, ciascuno per la propria competenza e ruolo, di intervenire ulteriormente per ristabilire equità e correttezza formale all’auspicato provvedimento legislativo, come del resto già acquisito con uno specifico Ordine del giorno, attraverso una ulteriore proposta legislativa.

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