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Covid, la Marca tocca i mille decessi. Cominciate le vaccinazioni nelle rsa. L’Ulss conta di concludere la campagna nelle case di riposo in dieci giorni

Corriere del Veneto. Partire con le case di riposo significa, per l’Usl 2, entrare nei luoghi del dolore, nelle residenze per anziani che sono state colpite nella prima ondata Covid e ancor più duramente nella seconda, drammatica fase dell’emergenza. Il programma di vaccinazione è iniziato a Pieve di Soligo, la prima dose è stata somministrata a 104 ospiti e 58 dipendenti. Oggi toccherà a Casa Marani di Villorba: una struttura che ha già fatto i conti con l’epidemia e ora è Covid-free. Era questa la scaletta prevista dall’azienda sanitaria, partire con le Rsa in cui non ci siano casi da gestire, per poter somministrare il vaccino alle persone risultate più fragili ed esposte nell’ultimo anno.

Con i vaccini di ieri l’Usl 2 ha distribuito e somministrato 3.764 dosi di vaccino Pfizer Biontech.

L’azienda sanitaria conta di completare la campagna vaccinale nelle Rsa possa concludersi in dieci giorni, con richiamo del siero dopo tre settimane: quanti saranno ad aderire dipende dalla capacità dei direttori di convincere le famiglie degli ospiti e gli operatori. Al momento, la stima trevigiana è che il 35% dei lavoratori sia contrario al vaccino.

Per quanto riguarda il personale ospedaliero, sono stati completati gli operatori dei plessi di Treviso, Vittorio Veneto e Montebelluna; Conegliano, Oderzo e Castelfranco riceveranno le dosi domani.

Treviso purtroppo è ancora la provincia con più contagi giornalieri, ancora la provincia con il maggior numero di tamponi positivi trovati fra la popolazione, 303 nella giornata di ieri: la Marca ha 591 persone ricoverate nei reparti, apre un nuovo ospedale di comunità a Conegliano e registra negli ultimi due giorni 24 decessi.

L’Usl 2 inizia la prima settimana del 2021 arrivando a quasi 53 mila casi di Covid registrati da febbraio 2020, la cifra più alta del Veneto, tallonata dalla provincia di Verona che però ha un record dolorosissimo e luttuoso, con il doppio dei decessi della Marca. Treviso ha perso, nell’anno del Covid, 985 vite: sono perdite di nonni, genitori, familiari e amici, volti delle città e delle campagne, in ogni angolo del territorio. Nei reparti di area non critica i ricoveri sono 493, 48 persone si trovano negli ospedali di comunità (Treviso, Vittorio Veneto e Conegliano), ma sale il numero dei pazienti in terapia intensiva che ora sono cinquanta.

Un numero in leggera discesa è quello dei trevigiani attualmente positivi al coronavirus: sono 15.822. Ma oltre a chi è positivo al virus, in isolamento ci sono anche familiari, colleghi e amici che sono entrati in contatto con il soggetto infetto nei tre giorni prima dell’emersione dei sintomi o della positività al tampone, e il numero arriva almeno a trentamila persone in provincia.

Basti pensare che nel Comune di Treviso, come ha comunicato il sindaco, sono circa mille le persone il cui nominativo è segnalato alle forze dell’ordine: devono rispettare isolamento e quarantena, non possono uscire dal domicilio per il periodo indicato dal Sisp.

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