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Covid. La situazione in Europa. Contagi sempre in aumento e in Italia tutti indicatori peggiorano. Ecco gli ultimi dati Ecdc

Quotidiano sanità. Secondo l’ultimo rapporto settimanale dell’Ecdc il nostro Paese, pur restando nella fascia di rischio mediana, fa rilevare un netto peggioramento dei dati su nuovi casi, ospedalizzazioni e decessi. In particolare: i nuovi casi italiani ogni 100mila abitanti passano da 1.675,8 a 2.298,7; il tasso di ospedalizzazione da 9,2 a 12,4; quello in terapia intensiva da 1,4 a 1,6 e il numero dei decessi da 26,7 per milione di abitanti a 40,1. 

L’Ecdc ha pubblicato il primo rapporto del 2022 (con dati settimanali aggiornati al 9 gennaio) sull’andamento della pandemia nei Paesi UE/SEE e il quadro resta molto preoccupante con un elevato tasso complessivo di notifica dei casi aumentato rapidamente nelle ultime tre settimane e con un tasso di mortalità elevato anche se stabile.

Sono stati osservati aumenti degli indicatori ospedalieri o di terapia intensiva in 13 paesi su 28. Tassi di notifica dei casi elevati e in aumento o una situazione epidemiologica di elevata o molto elevata preoccupazione sono stati osservati in tutti gli Stati membri dell’UE/SEE tranne due.

Mentre la rapida diffusione della variante Omicron continua, sia Delta che Omicron stanno co-circolando, con casi segnalati dovuti a Omicron che sono più giovani di quelli dovuti a Delta.

Il tasso complessivo di notifica dei casi di COVID-19 per l’UE/SEE è stato di 2.008 per 100.000 abitanti (1.353 la settimana precedente). Questo tasso è in aumento da tre settimane. Il tasso di mortalità COVID-19 a 14 giorni (49,2 decessi per milione di abitanti, rispetto ai 51,9 decessi della settimana precedente) è rimasto stabile per sette settimane.

Dei 29 paesi con dati sui ricoveri in ospedale o in terapia intensiva o sull’occupazione fino alla settimana 1, 16 hanno riportato una tendenza all’aumento in almeno uno di questi indicatori rispetto alla settimana precedente.

La valutazione del rischio. La valutazione dell’ECDC della situazione epidemiologica di ciascun paese si basa su un punteggio composito basato sul valore assoluto e sull’andamento di cinque indicatori epidemiologici COVID-19 settimanali: tassi di notifica dei casi degli ultimi 14 giorni; tassi di test e positività del test; tassi di notifica dei casi nelle persone di età pari o superiore a 65 anni; tassi di ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva; mortalità.

In base questi indicatori sono 16 i paesi (Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta e Portogallo) classificati come “estremamente preoccupanti”; 12 paesi (Austria, Cechia, Danimarca, Estonia, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna e Svezia) sono definitici come “particolarmente preoccupanti” e due paesi (Romania e Slovacchia) come “moderatamente preoccupanti”.

I dati in dettaglio
Tassi di notifica dei casi
Il tasso di notifica di casi di 14 giorni per l’UE/SEE per la prima settimana del 2022, sulla base dei dati aggregati raccolti dall’ECDC da fonti nazionali ufficiali in 30 paesi, era di 2.008 per 100.000 abitanti, rispetto a 1.353,4 della settimana precedente.
In Italia 2.298,7 a fronte di 1.675,8 della settimana precedente.
Il valore più alto a Cipro (5.571) e Irlanda (4.912).

Tassi di test e positività del test
Il tasso di test settimanali per l’UE/SEE, è stato di 8.367 test per 100.000 abitanti. In Italia 11.086.
La positività del test aggregato per l’UE/SEE è stata del 13,6%, rispetto al 10,4 della settimana precedente.
In Italia il tasso è del 10% rispetto al 7,7% della settimana precedente.
I valori di positività più alti in Svezia (38), Liechtenstein (35,8) e Spagna (33,2).

Tassi di notifica dei casi nelle persone di età pari o superiore a 65 anni
Il tasso di notifica di casi di 14 giorni nelle persone di età pari o superiore a 65 anni per l’UE/SEE, sulla base dei dati riportati da 27 paesi, è stato di 771,4 per 100.000 abitanti, rispetto a 490,2 della settimana precedente.
In Italia 915,3, rispetto a 495,7.
I valori più alti a Cipro (1.656,6) e Francia (1.455,9).

Tassi di ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva
Il tasso di ricovero ospedaliero per l’UE/SEE, sulla base dei dati riportati da 18 paesi, è stato di 15,4 per 100.000 abitanti, rispetto all’11,5 della settimana precedente.
In Italia il tasso è di 12,4 rispetto al 9,2 della settimana precedente.
Il valoro più alto si registra in Grecia con 37,3.

Il tasso di occupazione ospedaliera (occupazione giornaliera media nell’ultima settimana per 100.000 abitanti) per l’UE/SEE, sulla base dei dati riportati da 20 paesi, era 27,4 per 100.000 abitanti, rispetto a 27,1 della settimana precedente.
In Italia di 25, 8, rispetto al 20,1 della settimana precedente.
Il valore più alto in Bulgaria con un tasso di 66,3.

Il tasso di ricovero in terapia intensiva per l’UE/SEE, sulla base dei dati riportati da 14 paesi, era di 1,9 per 100.000 abitanti, rispetto a 1,8 della settimana precedente.
In Italia tasso di 1,6, rispetto a 1,4 della settimana precedente.
Il valore più alto si registra in Lettonia con un tasso di 8,4.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva per l’UE/SEE, sulla base dei dati riportati da 17 paesi, era di 3,7 per 100.000 abitanti, rispetto a 3,8 della settimana precedente.
In Italia tasso di 2,5, rispetto a 2 della settimana precedente.
Il tasso più alto per questo indicatore in Slovenia ed è pari a 7,6.

Tasso di mortalità
Il tasso di mortalità per l’UE/SEE calcolato è stato di 49,2 decessi per milione di abitanti, rispetto a 50,6 della settimana precedente.
In Italia di 40,1 decessi, rispetto ai 26,7 della settimana precedente.
I tassi più alti in Bulgaria, Croazia e Polonia con valori oltre i 140 morti ogni milione di abitanti.

14 gennaio 2022

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