Sei in:

Covid. L’appello dei medici al ministro Speranza: “Stop ai provvedimenti disciplinari per aver criticato le carenze organizzative delle aziende sanitarie”

In una lettera al Ministro, il gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e Covid-19 gruppo per soli medici”, che ad oggi conta quasi 100 mila medici in Italia e all’estero, chiede il ritiro dei provvedimenti disciplinari delle aziende sanitarie in cui lavorano, già attuati, l’abolizione degli stessi ed il reintegro dei medici ed infermieri licenziati per avere espresso  esplicitamente le carenze organizzative

Hanno combattuto e stanno tornando a combattere contro l’avanzata del Sars-CoV-2, spesso senza le armi giuste per contrastare il virus. Ma ora al burn-out della gestione in prima linea dell’attuale emergenza sanitaria, si è aggiunto per medici e personale lo stress legato ai provvedimenti disciplinari subiti delle aziende sanitarie in cui lavorano, sia pubbliche che private, per aver evidenziato e denunciato sui media e sui social le carenze organizzative sui luoghi di lavoro e la mancanza di dispositivi di protezione individuale.

Una beffa inaccettabile che ha spinto i moderatori del gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e Covid-19 gruppo per soli medici”, che ad oggi conta oltre 99mila medici in Italia e all’estero, a scrivere una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, per chiede il ritiro dei provvedimenti disciplinari delle aziende sanitarie, già attuati, l’abolizione degli stessi ed il reintegro dei medici ed infermieri licenziati.
“Dall’inizio della pandemia in Italia, noi medici assieme agli infermieri e agli altri operatori sanitari siamo stati le persone più esposte all’altissimo rischio di contagio da SARS-CoV-2 – scrivono i rappresentanti del gruppo social – è noto a tutti i professionisti che non sempre, durante questa epidemia, ci siamo trovati a poter lavorare nelle migliori condizioni. Paradossalmente l’inadempienza dei datori di lavoro si è trasformata in provvedimenti disciplinari, minaccia di licenziamenti e licenziamenti stessi, quando il lavoratore si è permesso di esprimere esplicitamente le carenze organizzative. Per questo – concludono i medici – le chiediamo di intervenire, anche retroattivamente, a favore della tutela di tutto il personale sanitario colpito da provvedimenti disciplinari incongrui da parte delle varie aziende sanitarie, che possono inficiare la serenità lavorativa già gravemente compromessa dall’epidemia stessa”.

Egregio Ministro Speranza,
Siamo i moderatori del gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e COVID-19 gruppo per soli medici” (https://www.facebook.com/groups/Coronavirusmediciitaliani/), che ad oggi conta oltre 99mila medici in Italia e all’estero.
Fin dallo scorso febbraio quando la drammatica, intensa e convulsa emergenza sanitaria del COVID-19 ha investito direttamente il nostro Paese, lo scopo della nostra comunità virtuale è di condividere informazioni di carattere medico-scientifico sulle peculiarità del virus SARS-CoV-2, sulla diagnosi della malattia che ne deriva, COVID-19, e sui possibili trattamenti farmacologici. Avere un confronto serrato e continuo delle esperienze acquisite dai vari membri direttamente sul campo e condividere articoli scientifici pubblicati nella letteratura internazionale, sono elementi alla base della crescita formativa del gruppo.
Ci rivolgiamo ancora una volta a Lei per segnalarle che si sono verificati alcuni incresciosi episodi a carico di medici ad altre figure sanitarie, colpite da provvedimenti disciplinari dalle aziende sanitarie presso cui lavorano, per aver evidenziato e denunciato su riviste giornalistiche le carenze organizzative sui luoghi di lavoro e la mancanza di dispositivi di protezione individuale. Ci sono giunte, inoltre, segnalazioni di sanitari minacciati di provvedimenti disciplinari a seguito di diffusione di printscreen da gruppi Facebook privati e dedicati al COVID-19, come il nostro, o da Whatsapp.
Da un post a tema lanciato sul nostro gruppo Facebook si è evinto che in alcuni casi la minaccia di questi provvedimenti è stata finanche causa di dimissioni da parte dei medici interessati.
Questi provvedimenti frequenti e diffusi nelle varie aziende sanitarie italiane, sia pubbliche che private, appaiono, a nostro avviso, come un abusivo esercizio del potere disciplinare, nei confronti del personale sanitario che si è sempre impegnato in prima linea per la vita del singolo cittadino a rischio della propria.
Al burn-out derivante dalla gestione in prima linea dell’attuale emergenza sanitaria, dunque, per i medici e il personale sanitario tutto si aggiunge lo stress legato ai provvedimenti disciplinari subiti dalle aziende sanitarie.
Le chiediamo, pertanto, di intervenire, anche retroattivamente, a favore della tutela di tutto il personale sanitario colpito da provvedimenti disciplinari incongrui da parte delle varie aziende sanitarie, che possono inficiare la serenità lavorativa già gravemente compromessa dall’epidemia stessa.
Esprimendo la nostra fiducia, certi di poter contare sul Suo appoggio, La salutiamo cordialmente.
I moderatori del gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e COVID-19 gruppo per soli medici”

20 ottobre 2020 – Quotidiano Sanità 

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top