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Covid, l’inizio: il luogo del primo focolaio potrebbe non coincidere con l’origine del virus. La difficile ricerca dell’ospite intermedio. Lo studio cinese

È necessario condurre urgentemente una ricerca globale sulle fonti naturali in grado di trasportare virus simili al SARS-CoV-2. Questo è quanto emerge da uno studio di ricerca pubblicato da ricercatori cinesi. Il mondo ha assistito alla crescita del ritmo con cui nascono nuovi agenti patogeni negli ultimi anni, la maggior parte dei quali sono zoonotici, come il coronavirus. È cruciale imparare dai precedenti nel campo del tracciamento dei virus, come il lavoro compiuto con il virus dell’influenza aviaria e con l’Hiv, come affermano in un documento i ricercatori cinesi dall’Accademia cinese delle scienze, del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina, della Tsinghua University e di altre istituzioni. Il testo è stato pubblicato sulla piattaforma preprint ChinaXivGli esperti sottolineano che il progenitore del virus, che ha una forte somiglianza con il Covid-19, deve essere trovato in un animale geograficamente ed ecologicamente rilevante prima di poter trarre conclusioni.

Nel frattempo, la ricerca dell’origine non deve affrettarsi a trovare conclusioni prima di aver accumulato prove sufficienti ed è necessario considerare che il luogo del primo focolaio potrebbe non coincidere con l’origine del virus. Secondo la sezione cinese dello Studio Globale delle Origini del SARS-CoV-2, richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la diffusione zoonotica diretta è considerata un percorso possibile o probabile. Pertanto, nel documento si legge che è necessario svolgere urgentemente una ricerca globale sulle fonti naturali che hanno il potenziale di trasportare virus simili al SARS-CoV-2, l’agente che causa il Covid-19 e che è correlato al SARS-CoV-1, che ha provocato l’epidemia di SARS del 2003. Entrambi gli agenti patogeni appartengono a un gruppo chiamato sarbecovirus. Un certo numero di questi virus sono stati scoperti nei pipistrelli del genere Rhinolophus. Nello studio viene sottolineato che, mentre i pipistrelli Rhinolophus sono considerati i potenziali ospiti serbatoio del virus, è stata considerata una gamma di possibili ospiti intermedi, con pangolini e visoni che hanno suscitato più attenzioni di altri.

È stato scoperto che i pangolini ospitano almeno due tipi di coronavirus strettamente legati al SARS-CoV-2. Anche i visoni potrebbero essere un ospite intermedio, dato che l’unico focolaio di SARS-CoV-2 segnalato negli animali si è verificato nella popolazione dei visoni europei. Questo indica che il virus è adatto al contagio nei visoni e questi animali potrebbero aver giocato un ruolo importante nell’evoluzione dell’agente patogeno. La trasmissione interspecie del SARS-CoV-2 dall’ospite di origine a quello intermedio richiede che i due esemplari vivano in prossimità e condividano legami ecologici. Considerando il potenziale ospite serbatoio e quegli intermedi, il luogo di origine del virus potrebbe trovarsi nelle regioni in cui la distribuzione dei pipistrelli Rhinolophus si sovrappone a quella di pangolini, visoni o altri potenziali ospiti intermedi. Per questo motivo, è stata quindi mappata l’area di distribuzione complessiva di 98 specie di pipistrelli Rhinolophus, di otto specie di pangolini e del visone europeo selvatico, oltre alla zona di distribuzione principale degli allevamenti di visoni, e sono stati rilevati i luoghi in cui sono stati scoperti il SARS-CoV-1 e SARS-CoV-2 nei pipistrelli, insieme alle rotte di volo internazionali verso Wuhan. I dati suggeriscono che esistono molteplici luoghi in tutto il mondo da cui il SARS-CoV-2 potrebbe essere stato trasmesso dal proprio serbatoio naturale a ospiti intermedi. Il salto del virus dai pipistrelli ai pangolini potrebbe verificarsi nel sud-est asiatico, nella Cina meridionale, in India e nell’Africa sub-sahariana, mentre la trasmissione interspecie dai pipistrelli ai visoni potrebbe avvenire nell’Europa meridionale. Dallo studio emerge che con il tempo entrambe le vie di trasmissione potrebbero portare all’adattamento dei virus e alla potenziale infezione dell’uomo.

Inoltre, nello studio si nota come devono essere analizzati i virus nei pipistrelli Rhinolophus, nei pangolini e nei visoni delle regioni sopra citate prima di poter determinare il luogo di origine del SARS-CoV-2. Nel documento si legge che è estremamente improbabile che la causa dell’epidemia di SARS-CoV-2 si possa ascrivere a un incidente di laboratorio, e si chiede la raccolta di ulteriori prove per identificare le origini, gli ospiti intermedi e i percorsi di trasmissione del virus. I ricercatori hanno affermato che rintracciare le origini e gli ospiti intermedi di un virus è un compito difficile. Per arrivare a una conclusione dalle solide basi, servirebbero un’enorme quantità di lavoro, pazienza, cooperazione globale, un pò di fortuna e forse decenni di ricerca continua.

IL MATTINO

 

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