Il virologo spiega: “Il Veneto dovrebbe fare 3 o 4 settimane di zona rossa, cambiare strategia di prevenzione nelle Rsa e negli ospedali, ritornare ai test molecolari, usare i test rapidi solo per lo screening delle comunità. I test rapidi, infatti, nella migliore delle ipotesi, su 10 positivi ne rileva 3 o 4. Insomma, secondo me, bisogna tornare alla strategia inizialmente adottata in Veneto: è quella che ha funzionato anche in Corea, in Australia, in Nuova Zelanda, a Taiwan, persino in Vietnam. Non capisco perché in Italia abbiamo perso tutti questi mesi – continua – da giugno fino a ottobre, senza creare un sistema che ci potesse permettere di vivere tranquillamente. Non è soltanto Zaia a sbagliare strategia, ma è un problema di tutta Italia dove si è pensato che, finito il lockdown, tutto fosse risolto. Ricordo che per ben due mesi, luglio e agosto, il Veneto ha avuto zero casi giornalieri. Arrivare da zero a 5mila casi al giorno significa che c’è un problema“.