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Crisanti, l’irriducibile: «Io una Cassandra? La mia è coerenza e non ho fatto errori». Il microbiologo: non ne siamo fuori, Italia vulnerabile. Se mi avessero ascoltato avremmo avuto meno morti

Il Corriere della Sera. Sembra passato un secolo da quando Andrea Crisanti, microbiologo dell’università di Padova, nel giugno 2020, parlò a un Giorno da pe cora della sua estrema riluttanza a rilasciare interviste: «Faccio fatica a parlare, soprattutto in tv». Seguirono un migliaio di interviste, ospitate, interventi, polemiche, alterchi, fino a quando al Corriere del Veneto , il 21 ottobre, confessò di essere stremato e annunciò il ritiro, o quasi: «Sono stanco e sovraesposto. Serve un giro di vite, limiterò di molto la mia presenza su giornali e tv». Il giorno dopo si presentava sorridente a Piazzapulita . Da allora, Crisanti, insieme al professor Massimo Galli, è stato forse l’ospite più invitato delle tv italiane (ieri era a Mezz’ora in più).

Amatissimo, perché dotato di una straordinaria verve polemica, condita da previsioni funeste e accuse incalzanti. Insieme a Galli è rimasto non tanto l’ultimo giapponese nella guerra al Covid, quanto l’ultimo a vedere nero, nerissimo, nel presente e nel futuro dell’Italia. Tanto da meritarsi una surreale imitazione di Maurizio Crozza, con un Crisanti-Crisantemi nei panni della morte bergmaniana del Settimo Sigillo.

Professore, vi danno delle Cassandre, profeti di sventura, irriducibili catastrofisti.

«Guardi, se sono termini dispregiativi, fanno torto a chi li usa. La prudenza è normale per ogni medico».

Ad aprile disse: a fine maggio ci sarà una nuova ondata. Non si è vista.

«Non dissi così. Dicevo solo che era intempestivo aprire allora».

I numeri dei decessi sono calati drasticamente ma per lei «non c’è niente da festeggiare».

«Beh sì, non andrei orgoglioso di questi numeri. Dal 26 maggio a oggi ci sono state 7 mila vittime. Se mi avessero ascoltato ce ne sarebbe state molte meno».

Ma non ne stiamo uscendo comunque?

«No, restiamo un Paese molto vulnerabile. In Germania i contagi aumentano, perché si fanno tamponi e tracciamento. Qui o se ne fanno pochi o troppi antigenici e pochi molecolari. Non ne ho idea».

Come non ne ha idea? Comunque su AstraZeneca gira un suo vecchio tweet: «Consiglierei AstraZeneca senza dubbio anche alle donne giovani».

«Mai scritta questa cosa».

Veramente la disse a SkyTg24: «Senza dubbio».

«Sono sempre stato coerente su tutto».

Può capitare di sbagliare.

«No».

Avrà cambiato idea qualche volta. Gravissimo se gli open day sono stati fatti per smaltire AstraZeneca E comunque c’è stata tutta una comunicazione del cavolo

«No, non sono una banderuola».

Ma spesso si è contraddetto, come molti suoi colleghi. Anche il professor Galli ha ammesso di non avere indovinato le ultime previsioni. Lei non sbaglia mai? Non fa errori?

«Quali errori? Me ne dica uno».

A lei non viene in mente proprio niente?

«No. Anzi, se mi avessero dato retta a febbraio, Lombardia e Veneto non avrebbero fatto quella fine».

Lei ha detto che gli open day per AstraZeneca non andavano fatti senza l’ok del Comitato tecnico scientifico. Il presidente della Liguria Giovanni Toti l’ha smentita.

«E allora è stato un errore del Comitato tecnico scientifico. Se gli Open day sono stati fatti per smaltire AstraZeneca è gravissimo. Comunque è tutta una comunicazione del cavolo».

In che senso?

«E stato un errore pazzesco dire che quello che decidevano Ema e Aifa era scolpito nel bronzo. Ora la gente è terrorizzata».

Beh, lei non rasserena.

«Senza i vaccini non so dove saremmo».

Lei era considerato vicino alla Lega. Dopo la rottura con Luca Zaia, l’attaccano ogni giorno.

«Questo è provincialismo. C’è una guerra per bande. Che mi frega a me di Zaia. Casomai è lui che, sospettando che fossi di sinistra, mi ha fatto fuori. La destra ha sbagliato tutto lo sbagliabile. Vogliono passare da liberatori, quando sono stati solo imprudenti».

Per concludere, che futuro ci prospetta?

«L’Italia si avvia ad avere più morti di tutta Europa e la mortalità più alta per 100 mila abitanti. Anzi, sulla mortalità siamo i peggiori nel mondo».

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