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Crisi. Addio mutui, più che dimezzate le erogazioni

Crolla il finanziamento immobiliare. Nel mese di settembre di quest’anno, le erogazioni di mutui per acquistare casa hanno registrato un calo del 57%. In pratica si sono più che dimezzate. In flessione anche il credito al consumo che, sempre nel mese di settembre, è calato del 19%, mentre nei primi 8 mesi il dato medio era stato dell’11% in meno. Questi i dati comunicati ieri da Assofin nel corso dell’audizione alla Commissione Industria del Senato sul decreto legge sulla crescita.

«Si tratta di numeri di estrema gravità — spiega Umberto Filotto, segretario generale di Assofin — per l’economia nel suo complesso perché evidenziano il crollo dei consumi e degli acquisti di immobili da parte delle famiglie con pesanti conseguenze per l’economia reale». In questo quadro decisamente cupo, anche la qualità del credito subisce un significativo deterioramento: negli ultimi quattro
anni le sofferenze dei crediti bancari alle famiglie sono passate dal 3,2% al 6,2%. Attualmente, il sistema bancario sta praticando una politica fortemente selettiva nell’erogazione
dei mutui per acquistare casa attraverso una notevole riduzione della quota finanziata del costo dell’immobile, con la richiesta di garanzie aggiuntive o, in molti casi, allungando i tempi
della delibera». Stretta che viene, di fatto, confermata da Crif: nel terzo trimestre di quest’anno la domanda di mutui è diminuita del 42%. Il differenziale fra domanda di mutui e finanziamenti
effettivamente concessi potrebbe dipendere anche «da politiche di erogazione più restrittive adottate dagli istituti di credito in questa delicata fase».
L’attuale quadro congiunturale
che continua a riflettersi pesantemente sul fronte occupazionale, soprattutto quello giovanile, riduce la fiducia delle famiglie che preferiscono rinviare a momenti più propizi acquisti e investimenti. Ulteriore conferma della prudenza adottata dalle famiglie italiane: continua la progressiva diminuzione dell’importo medio di mutuo richiesto, che a settembre si è attestato a 129.759 euro contro i 135.855 euro di settembre 2011.

8 novembre 2012

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