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Crollano le prime dosi, 20 mila al giorno l’immunità di gregge slitta a febbraio. Figliuolo: “Il traguardo del 90% resta”

Michele Bocci, Repubblica. Il commissario straordinario lo ha ribadito ieri: l’obiettivo resta il 90% di copertura dei vaccinabili. E però a guardare la richiesta di prime dosi di questi giorni sembra essere molto distante, quasi impossibile da raggiungere. Il generale Francesco Figliuolo ha detto che gli italiani stanno riscoprendo la normalità «grazie all’effetto di una campagna senza precedenti, che ha protetto in pochi mesi 46,5 milioni di italiani, ossia oltre l’86% della popolazione over 12».
Ieri sera il dato era dell’86,16%. «L’Italia — ha aggiunto Figliuolo — si posiziona ben sopra la media europea. La campagna sta continuando, il nostro obiettivo è arrivare al 90%». Si tratta della soglia indicata da esperti e membri del governo ormai da settimane. Significa vaccinare in tutto 48,6 milioni di persone: all’appello ne mancano oltre 2 milioni.
Negli ultimi giorni la spinta dell’obbligo del Green Pass è calata. Il numero delle prime dosi quotidianamente somministrate è molto basso. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha ipotizzato anche un allargamento dell’obbligatorietà del vaccino. «Come governo non abbiamo mai escluso l’ipotesi di obbligo vaccinale: l’abbiamo già introdotto per alcune categorie, valuteremo nelle prossime settimane, in base ai dati, se introdurlo per altre fasce ancora».
Martedì sono state somministrate appena 21.300 prime dosi, lunedì 23.500 e domenica meno di 11 mila. Dati così bassi si sono visti solo all’inizio della campagna, cioè nei primi giorni del febbraio scorso. Anche se si riuscissero a fare 20 mila prime dosi al giorno ci vorrebbero 100 giorni per farne due milioni. Cioè il 90% si raggiungerebbe a febbraio 2022. Ma si tratta esclusivamente di una ipotesi basata su proiezioni matematiche, visto che la domanda cala costantemente.
Di certo proprio in questi giorni si smentiscono le previsioni di chi ipotizzava di toccare la soglia a fine ottobre. Il 10 di questo mese la copertura era all’84,7% e quindi si è guadagnato un po’ meno di un punto e mezzo, ma a trainare l’incremento c’è stata la spinta, ora esaurita, del Green Pass.
Viaggia molto più spedita la campagna della terza dose per immunodepressi, over 60, fragili e personale sanitario. Lunedì ne sono state fatte 69 mila, martedì 75 mila per un totale di 1,2 milioni di booster. Si tratta di circa un terzo di coloro ai quali va fatta la nuova somministrazione. Il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi ha chiesto che anche gli insegnanti vengano inseriti nelle categorie prioritarie. Intanto si è saputo che anche papa Francesco, ultra ottantenne, ha ricevuto la terza dose.
Ieri sono stati fatti 468 mila tamponi, molti dei quali per ottenere il Green Pass. Proprio su quel tipo di documento, ma generato a livello europeo, è stata aperta un’inchiesta. Delle chiavi che consentono di creare il certificato sarebbero state sottratte e sarebbero stati pubblicati e diffusi in rete programmi per creare certificati falsi (alcuni a nome di “Adolf Hitler”). Non risultano attacchi informatici all’italiana Sogei, l’obiettivo sarebbero stati altri Paesi.
E riguardo alle tensioni legate a vaccino e Green Pass, ieri c’è stato un nuovo capitolo. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha detto che «su Telegram si è scatenato il mondo dei no Green Pass, ci sono i miei numeri di telefono, la mia email, si parla di decapitazione». La procura ha aperto un’inchiesta.

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