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Cumulo. Cosmed: «Infinita e desolante querelle per 65 euro: intervengano governo e istituzioni». Oggi incontro al Ministero del Lavoro

La trattativa Adepp – Inps è ancora in corso. La ragione della mancata firma sono i 65 euro una tantum delle spese, che peraltro i contribuenti interessati sarebbero disponibili a pagare di tasca propria. A questa proposta è stato risposto che non è possibile che l’interessato paghi di tasca propria in quanto sarebbe necessaria una norma di Legge approvata dal Go-verno e dal Parlamento con tempi non brevi

Nonostante le indiscrezioni di stampa (vedi allegato) non c’è ancora accordo tra Adepp e Inps. L’Inps ha lanciato una controproposta (vedi allegato).L’Adepp ha prodotto un parere favorevole alla sua tesi del Ministero del lavoro e ha emesso un comunicato “il Ministero del lavoro dà ragione alle Casse Professionali. Boeri firmi subito.” (vedi allegato).

Sono passati:
1) 15 mesi dall’approvazione della Legge, proposta sollecitata e fortemente voluta da questa Confederazione, che non richiedeva decreti attuativi. Da tutti definita una vittoria della civiltà giuridica (vedi allegato)

2) Oltre un anno dall’apertura del tavolo tecnico Casse-InpsMinistero del lavoro (vedi allegato)

3) Un anno dalla prima circolare Inps sul cumulo (16 marzo 2017) che applicava il cumulo per la gestione separata Inps preannunciando una successiva circolare per definire il cumulo con le casse professionali (vedi allegato)

4) 5 mesi dalla circolare Inps 140 che applica il cumulo agli iscritti alle Casse subordinandola però al-la stipula della convenzione Inps-Casse (vedi allegato)

Inoltre: lo scorso 20 febbraio 2018 in una conferenza stampa congiunta Inps e Adepp annunciavano di aver raggiunto l’accordo per la convenzione. (vedi allegato)

Ricordo che la convenzione è condizione necessaria e sufficiente per l’avvio della procedura, perfezionabile con successivi accordi tra Inps e singole casse.

Nei giorni successivi emergeva che Adepp e Inps in realtà avevano sottoscritto due testi diversi, nasceva così una querelle ma di fatto si evidenziava che la necessaria convenzione non c’è e pertanto non si può procedere. Come gli atti notarili un documento è valido se espresso contemporaneamente e congiuntamente da entrambi i contraenti su un testo condiviso. Al momento questo atto non c’è.

La ragione della mancata firma sono i 65 euro una tantum delle spese, che peraltro i contribuenti interessati sarebbero disponibili a pagare di tasca propria. A questa proposta è stato risposto che non è possibile che l’interessato paghi di tasca propria in quanto sarebbe necessaria una norma di Legge approvata dal Go-verno e dal Parlamento con tempi non brevi. Parimenti non sarebbe possibile liquidare le pensioni con una prima rata decurtata di 65 euro. Ad impossibilia nemo tenetur.

Nel frattempo le parti hanno emesso numerosi comunicati ufficiali solidarizzando con gli utenti in attesa (una parte di loro sono in una condizione di veri e propri esodati senza stipendio e pensione, altri differisco-no il pensionamento maturato) ne elenchiamo un paio (vedi allegato).

Numerose le prese di posizione su questioni di principio, etiche, giuridiche e sui rischi di presunti danni erariali, dichiarazioni disponibili sulla stampa da qualunque motore di ricerca.
Per la verità non si comprende che differenza sussista tra cumulo e totalizzazione che già prende le mosse da una convenzione Inps-Casse.

Alcune Casse si sono portate avanti con il lavoro sottoscrivendo anche le specifiche convenzioni, tuttavia sono atti unilaterali non controfirmati da Inps e pertanto non validi di per sé.
Contemporaneamente Inps dichiara che la piattaforma informatica è pronta e assicura che firmata la convenzione è operativa per liquidare le pensioni.

Il 22 marzo anche il Responsabile della Direzione Centrale Pensioni dell’Inps, Dott. Sabatini con mail alla COSMED conferma lo stato dell’arte (vedi allegato).

E’ indispensabile un forte intervento del Governo e del Ministero del Lavoro anche in considerazione del suo ruolo di Ministero vigilante di entrambi i contendenti. In tal senso COSMED ha chiesto un incontro con il Ministero del lavoro che si svolgerà lunedì 26 marzo.

Indispensabile sbloccare la situazione assolutamente sproporzionata tra il disagio e i danni che si arrecano ai contribuenti e all’immagine delle Istituzioni e la materia del contendere.

Giorgio Cavallero
Segretario generale Cosmed

26 marzo 2018

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