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Da Coletto a Valdegamberi: i veronesi in corsa per Roma

L’individuazione, pur ufficiosa, di una data per le elezioni (il 24 febbraio), le primarie del Pd ed il lento districarsi della matassa che avvolge la ricandidatura di Monti stanno rinfocolando i rumors sui consiglieri regionali che potrebbero abbandonare Palazzo Ferro Fini per prendere la via di Roma. Partiamo dalla maggioranza.

Nella Lega viene dato per certo l’addio del capogruppo Federico Caner, chiamato a più alti compiti nella capitale dopo la nomina a vice di Maroni (il suo posto verrà preso dal «secondo» Paolo Tosato), quindi si sussurra dell’assessore alla Sanità Luca Coletto, da tempo in rotta di collisione con il suo segretario, Domenico Mantoan, e di quello all’Ambiente Maurizio Conte, al terzo giro in Regione. Nel Pdl, sconquassato dal ritorno di Berlusconi e dalla diaspora ora degli ex An ora dei montiani, sembra aver gettato la spugna il capogruppo Dario Bond: meglio tenersi lontano dal caos romano, in attesa di tempi migliori. A Davide Bendinelli, invece, è stato chiesto di candidarsi come capolista per Gianpiero Samorì, l’avvocato modenese che potrebbe preparare una civica d’appoggio al Cavaliere: non è molto convinto ma ci sta pensando.

Passiamo all’opposizione. Nel Pd Franco Bonfante e Lucio Tiozzo non hanno ottenuto la deroga e dunque non potranno correre alle primarie. Il lasciapassare è stato invece concesso a Laura Puppato che sarà capolista, «blindata» in quota Bersani. Nell’Udc si sta muovendo il capogruppo Stefano Valdegamberi, con problemi analoghi a quelli dei leghisti Finozzi e Stival (il primo dei non eletti, Tito Brunelli, è un ex Margherita che alle Comunali di Verona si è schierato col candidato del centrosinistra Bertucco: per il partito centrista non darebbe adeguate garanzie di tenuta in Regione), mentre nell’Idv l’unico che potrebbe tentare la discesa a Roma, specie dopo l’addio del veneziano Donadi, è il segretario regionale Gennaro Marotta. Chiude Andrea Causin di Verso Nord: la formalizzazione della discesa in campo dell’ex presidente delle Acli Andrea Olivero e l’impegno indiretto di Montezemolo potrebbero convincere il consigliere, che proviene proprio da mondo delle Acli ed è tra i coordinatori di Italia Futura, al grande salto.

Corriere del Veneto – 22 dicembre 2012

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