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Dal Mise 260 milioni di euro per il piano straordinario di promozione e valorizzazione dell’immagine del Made in Italy nel mondo

Un piano straordinario per il “Made in Italy” da 260 milioni di euro per valorizzare l’immagine italiana nel mondo, attrarre investimenti in Italia, aumentare il numero delle imprese esportatrici: questo quanto previsto dal Ministero dello Sviluppo economico.

Gli obiettivi del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia, per il quale sono stati stanziati 260 milioni di euro e il cui decreto di attuazione è stato appena firmato dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, sono quelli di “valorizzare l’immagine del Made in Italy nel mondo, ampliare il numero delle imprese, in particolare le Pmi, che operano sul mercato globale, espandere le quote italiane del commercio internazionale che hanno visto la bilancia commerciale chiudersi l’anno scorso con un avanzo record di 42,9 miliardi di euro (il miglior risultato in Europa dopo la Germania), sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in Italia”.

Il piano prevede iniziative di sostegno alle PMI, fra i quali il potenziamento delle grandi fiere nazionali, una strategia di comunicazione e pubblicità sia sui media tradizionali sia sui social network e un “segno distintivo unico dell’agroalimentare italiano” in occasione di Expo 2015. Sone inoltre previsti un piano di comunicazione contro l’Italian Sounding in sinergia con i consorzi di tutela e le associazioni di produttori agroalimentari e vitivinicoli DOP ed IGP e azioni di sostegno al commercio elettronico.

Le attività, spiega il Mise in una nota, nel triennio 2015/2017 saranno concentrate e dirette soprattutto a una serie di “paesi focus” che comprendono USA e Canada, con interventi destinati alle aree provinciali più dinamiche, in cui finora le azioni promozionali sono state meno estese e meno incisive, in considerazione delle potenzialità di allargamento delle nostre quote di mercato; Cina quale mercato con una crescita molto dinamica, e Giappone; i Paesi del Golfo in quanto economie che hanno subito minori contraccolpi della crisi economica mondiale; i Paesi dell’ Africa sub sahariana: Congo, Etiopia, Mozambico, Angola e dell’Asia centrale: Azerbaijan e Kazakistan per il loro valore strategico e per i progetti infrastrutturali varati dai rispettivi Governi; Paesi dell’Alleanza del Pacifico: Messico, Colombia, Perù e Cile dove si svolgeranno le prossime missioni istituzionali; Cuba, per le recente apertura ai commerci internazionali; il sud est asiatico: Vietnam, Malesia e Indonesia, in vista della costante espansione dei loro mercati.

help consumatori – 27 febbraio 2015 

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