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Dalla Funzione pubblica via libera alle Linee di indirizzo per la predisposizione dei piani dei fabbisogni di personale da parte delle Pa

Superamento delle piante organiche e piani triennali per l’individuazione delle nuove competenze, in coerenza con il nuovo modello di performance, da parte delle amministrazioni pubbliche: questi i punti più rilevanti delle Linee guida rivolte alla Pa predisposte dalla ministra Madia, dal ministro dell’Economia Padoan e dalla ministra alla salute Lorenzin.

“I nuovi piani triennali” spiega una nota del ministero della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione “intendono coniugare l’impiego ottimale delle risorse pubbliche e gli obiettivi di performance delle amministrazioni in un’ottica di efficienza, economicità e qualità dei servizi per i cittadini. Il concetto di fabbisogno supera il criterio statico della pianta organica e implica un’analisi quantitativa e qualitativa delle necessità delle amministrazioni, puntando sulle professionalità emergenti e più innovative, in ragione dell’evoluzione tecnologica e organizzativa”. Relativamente alla Sanità nel documento si legge: “I predetti piani triennali dei fabbisogni di personale (Ptfp) devono essere compatibili con la cornice finanziaria per il Ssn e devono essere redatti nel rispetto della legislazione vigente in materia di contenimento del costo del personale”.

“La definizione del piano dei fabbisogni deve fondarsi” affermano le linee guida “su una complessiva analisi concreta dei compiti istituzionali delle Aziende in termini di obiettivi, competenze, attività esercitate direttamente e professionalità necessarie in termini quantitativi e qualitativi, e deve essere compatibile con l’equilibrio economico-patrimoniale dell’azienda, nonché rispettare gli obiettivi previsti dalla normativa vigente.

La determinazione del fabbisogno deve tenere conto dei seguenti elementi:

• Articolazione dei professionisti per ruolo, categorie e profilo;
• Esigenze delle singole unità operative: l’analisi delle modalità operative e di erogazione del servizio permette di determinare il fabbisogno complessivo dell’ente;
• Tempi di attuazione dei documenti programmatori: il fabbisogno deve essere declinato in relazione alle modalità e ai tempi di attuazione dei documenti di programmazione nazionali, regionali e aziendali;
• Distinzione tra attività continuative e, dunque, da soddisfare con contratti di lavoro a tempo indeterminato e attività, invece, connesse ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale;
• Modalità con le quali si intende far fronte al fabbisogno di personale a tempo indeterminato e determinato;
• Ricorso alle prestazioni aggiuntive a vario titolo
• Personale Universitario in assistenza
• Specialisti Ambulatoriali
• Contratti Libero Professionali
• Convenzioni con altre aziende del SSN

Il fabbisogno deve essere espresso in unità di personale a tempo pieno equivalente (FTE).
La mancata adozione del piano triennale dei fabbisogni o la mancata comunicazione dello stesso al sistema informativo di cui all’articolo 60 del d.lgs. 165/2001, entro 30 giorni dall’adozione definitiva, comportano per le Aziende ed Enti del SSN il divieto di effettuare assunzioni ordinarie, ma non incide su quelle straordinarie per le quali sono previste norme speciali, vale a dire quelle stabilite dall’art. 1, comma 542, 543 e 544 della legge 208/2015?.

Vai all’articolo originale – 11 maggio 2018

 

 

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