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Dalla Ue fiducia condizionata all’Italia. Monti: saremo più incisivi

Il nuovo presidente del consiglio Mario Monti ha presentato ieri a Bruxelles le grandi linee della sua politica economica, ricevendo il pieno appoggio delle autorità comunitarie.

Il cambio di governo a Roma fa sperare le istituzioni europee in un ritorno del metodo comunitario, tanto che tra Italia, Commissione e Consiglio è emersa ieri una visione condivisa sulla possibilità di una mutualizzazione dei debiti.

La sfida di Mario Monti «è immensa» e il suo Governo «ha una responsabilità storica», ha spiegato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso in una conferenza stampa dopo avere incontrato a colazione il nuovo primo ministro italiano. Il presidente del consiglio «ha la mia piena fiducia e stima» ed «ha l’autorità per guidare l’Italia in questo momento difficile».

Monti ha incontrato ieri sia Barroso che il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy. La visita, la prima di carattere internazionale del nuovo premier, giunge in un momento delicatissimo. La crisi debitoria sta ormai coinvolgendo l’Italia, con un forte aumento dei rendimenti obbligazionari. Preoccupano il debito pubblico elevato ma anche un tessuto economico molto rigido.

Oltre alla fiducia, non sono mancate neppure le esortazioni a risanare i conti e a rilanciare l’economia. La partita non è «uno sprint», ma «una maratona», ha sottolineato Barroso. «L’Italia deve proseguire negli sforzi». Nei giorni scorsi è stata a Roma una missione comunitaria con il compito di monitorare le scelte di politica economica. La stessa Commissione presenterà un rapporto all’Eurogruppo il 29 novembre.

Il premier Monti, che ieri sera ha voluto anche incontrare i deputati italiani al parlamento europeo, ha assicurato che ci sarà «continuità» sul versante del consolidamento di bilancio rispetto al governo passato; nel contempo «ci sarà maggiore attenzione alla crescita, alle riforme strutturali e alla ricerca del consenso in parlamento e fra le forze sociali».

Riferendosi ai colloqui con Barroso, Monti ha spiegato che non si è entrato nel merito della finanza pubblica italiana, ma piuttosto «in termini generali, per l’Unione e non per l’Italia, se e come si debba tener conto del ciclo (economico, ndr) nella valutazione quantitativa degli obiettivi» di bilancio. Ad alcuni la risposta è parsa ambigua, tanto che in seguito il Governo ha dovuto confermare fermamente l’obiettivo del pareggio nel 2013.

«Nelle sue conversazioni con noi il premier non ha mai messo in dubbio gli obiettivi», ha assicurato un esponente comunitario. A molti osservatori, le parole di Monti di ieri sono sembrate più che altro quelle di un economista preoccupato dal giusto equilibrio tra risanamento dei conti pubblici, rilancio dell’economia ed equità sociale in un contesto di grave crisi economica.

C’è chi ricordava che in passato Monti avesse sostenuto che bisognasse fare una differenza tra spesa corrente e spesa per investimenti nel calcolo del deficit. Forse involontariamente, il premier ha messo il dito su una questione chiave. Anche a Bruxelles vi è piena consapevolezza sia dell’urgenza di rassicurare i mercati, mantenendo gli obiettivi di bilancio, sia dell’opportunità di preservare la coesione sociale per introdurre le riforme economiche.

Intanto, l’arrivo di un nuovo Governo a Roma fa sperare nella fine del binomio franco-tedesco e nel ritorno del metodo comunitario. Gli interlocutori ieri hanno dimostrato di avere un’opinione condivisa sul futuro delle obbligazioni europee. Da un lato Barroso presenta proprio oggi un libro verde sul tema. Dall’altro, Van Rompuy ha appoggiato «la mutualizzazione dei debiti», mentre lo stesso Monti ha spiegato che sugli eurobond non bisogna avere tabù

Ilsole24ore.com – 23 novembre 2011

 

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