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Dall’immunità al rimborso-forfetario, ecco lo stipendio dei parlamentari

Indennità parlamentare, ma anche diaria e rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, fino ad arrivare alle facilitazioni per il trasporto. Ecco, in estrema sintesi, alcuni degli elementi che costituiscono il trattamento economico di deputati e senatori.

LE REGOLE ALLA CAMERA

L’indennità parlamentare: 5mila euro al mese

Per quanto riguarda l’indennità parlamentare, ad esempio, a decorrere dal 2012, l’importo netto, corrisposto per 12 mensilità, è pari a 5.246,54 euro, a cui vanno poi sottratte le addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato. Ora, tenuto conto del valore medio delle imposte addizionali, l’importo netto mensile dell’indennità parlamentare è di circa 5mila euro. Questo valore netto è determinato sulla base dell’importo lordo di 10.435 euro, sul quale sono effettuate le dovute ritenute previdenziali (pensione e assegno di fine mandato), assistenziali (assistenza sanitaria integrativa) e fiscali (Irfef e addizionali regionali e comunali). Per i deputati che svolgono un’altra attività lavorativa, l’importo netto dell’indennità ammonta a circa 4.750 euro.

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È riconosciuta al deputato, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, la diaria. Attualmente è di 3.503,11 euro. A questo ammontare vengono sottratti 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell’assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata. L’ufficio di presidenza ha inoltre previsto un’ulteriore decurtazione fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni permanenti e speciali, del Comitato per la legislazione, delle Commissioni bicamerali e d’inchiesta, nonché delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali.

Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato

Istituito nel 2012 dall’ufficio di presidenza, il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato sostituisce il contributo per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori. Questo rimborso, di importo complessivo invariato rispetto al precedente contributo, è pari a 3.690 euro (dopo la riduzione di 500 euro del luglio 2010) ed è corrisposto direttamente a ciascun deputato. Per un importo fino a un massimo del 50%, a titolo di rimborso per specifiche categorie di spese (che devono essere attestate): parliamo di collaboratori (sulla base di una dichiarazione di assolvimento degli obblighi previsti dalla legge, corredata da copia del contratto, con attestazione di conformità sottoscritta da un professionista); consulenze, ricerche; gestione dell’ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; convegni e sostegno delle attività politiche. Per un importo pari al 50%, invece, forfetariamente.

Spese di trasporto e spese di viaggio

I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

Spese telefoniche

I deputati dispongono di 3.098,74 euro all’anno per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

LE REGOLE AL SENATO

L’indennità netta mensile

L’indennità netta mensile corrisposta ai senatori può essere leggermente inferiore o superiore ai 5mila euro, a seconda della Regione e del Comune di residenza.

La diaria

Nell’ambito dei rimborsi di spesa troviamo la diaria. Spetta a tutti i parlamentari, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno. Periodicamente aggiornata in funzione dell’aumento del costo della vita, la diaria è stata erogata dal 2001 al 2010 nella misura di 4.003 euro al mese. È stata poi ridotta a 3.500 euro a decorrere dal 1° gennaio 2011. Anche in questo caso, sono previste decurtazioni per ogni giornata di assenza dai lavori parlamentari.

Rimborso forfetario delle spese generali

A decorrere dal 2011 i senatori ricevono un rimborso forfetario mensile di euro 1.650, che sostituisce e assorbe i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche. L’importo è stato determinato dal Collegio dei senatori questori, nell’ambito del riordino delle competenze economiche dei senatori, mantenendo invariato l’onere complessivo che gravava sul bilancio del Senato per i due rimborsi soppressi.

Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato

È un rimborso per metà assoggettato a rendicontazione e per metà forfetario, che ha sostituito, a partire da marzo 2012, il preesistente “contributo per il supporto dell’attività dei Senatori”. L’importo complessivo, rimasto invariato, è diviso in una quota mensile di euro 2.090 – sottoposta a rendicontazione quadrimestrale – e in una ulteriore quota di 2.090 euro mensili che era erogata forfetariamente, allo stesso titolo, al Gruppo di appartenenza. A decorrere dalla XVII legislatura anche tale quota è corrisposta direttamente al senatore.

Facilitazioni di trasporto

Durante l’esercizio del mandato, i senatori usufruiscono di tessere strettamente personali per i trasferimenti sul territorio nazionale, mediante viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale.

Il Sole 24 Ore – 21 marzo 2013

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