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Dall’Ue 10 milioni per la ricerca sul vaccino contro la peste suina africana. Andriukaitis: “La rintracciabilità dei prodotti garantisce dai rischi per la salute”

EFSA NEWS – Risposta di Vytenis Andriukaitis a nome della Commissione, 22/1/2019.

La Commissione ha sviluppato diversi strumenti ai fini della lotta contro la peste suina africana (PSA) e della sua eradicazione. È già in vigore una legislazione specifica (1), integrata da misure di regionalizzazione (2) e, a livello di UE, è stato concordato un approccio strategico alla gestione della PSA (3). Gli attuali sistemi dell’UE di rintracciabilità dei prodotti d’origine animale assicurano che i prodotti non costituiscano un rischio per la salute degli animali (4). Sono state intraprese azioni complementari intese a verificare l’applicazione della normativa dell’UE e a fornire una specifica assistenza tecnica alle autorità competenti nonché delle formazioni mirate per i funzionari (5).

La Commissione ha organizzato una conferenza ministeriale in materia di eradicazione della peste suina africana nell’UE e alla gestione a lungo termine delle popolazioni di cinghiali (6). Il Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare e il Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca hanno ricevuto i ministri e i rappresentanti dell’UE e i portatori d’interesse al fine di discutere e riflettere sulla lotta contro la PSA e sulla sua eradicazione (7). È stato raggiunto un accordo in merito a iniziative di coordinamento e cooperazione e a una strategia dell’UE a lungo termine di gestione dei cinghiali (8).

Sotto il profilo finanziario, sin dall’inizio dell’epidemia l’UE fornisce un sostegno in termini di compensazione per la lotta contro la malattia. La Commissione ha mobilitato considerevoli risorse al fine di promuovere iniziative di ricerca volte a contrastare la PSA. A causa dell’elevata complessità del virus, lo sviluppo di un vaccino contro la PSA è ancora problematico e al momento non vi è alcuna indicazione in merito alla disponibilità di un vaccino efficace. Questo tema è attualmente inserito nel programma di ricerca e innovazione dell’UE Orizzonte 2020 ed è previsto un contributo indicativo dell’Unione pari a 10 milioni di EUR per un’azione di innovazione che dovrebbe portare allo sviluppo di un vaccino contro la PSA (9).

(1)    Direttiva 2002/60/CE del Consiglio, del 27 giugno 2002, recante disposizioni specifiche per la lotta contro la peste suina africana e recante modifica della direttiva 92/119/CEE per quanto riguarda la malattia di Teschen e la peste suina africana (GU L 192 del 20.7.2002, pag. 27).

(2)    Decisione di esecuzione 2014/709/UE della Commissione, del 9 ottobre 2014, recante misure di protezione contro la peste suina africana in taluni Stati membri e che abroga la decisione di esecuzione 2014/178/UE (GU L 295 dell’11.10.2014, pag. 63).

(3)  https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/animals/docs/ad_control-measures_asf_wrk-doc-sante-2015-7113.pdf.

(4)    L’introduzione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine di tutti i prodotti trasformati a base di carne non comporterebbe vantaggi aggiuntivi in termini di lotta contro la PSA.

(5)    https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/animals/docs/ad_control-measures_asf_chronology_en.pdf.

(6)    La conferenza si è tenuta Bruxelles il 19 dicembre 2018.

(7)    https://ec.europa.eu/food/animals/animal-diseases/control-measures/asf/conference_en.

(8)    https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/animals/docs/ad_control-measures_asf_conf-20181219_statement.pdf.

(9)    https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/sfs-12-2019.

Di seguito l’interrogazione con richiesta di risposta scritta alla  Commissione dell’On. Nicola Caputo  (S&D), del 30/10/2018.

Oggetto:  Peste suina africana

L’allarme peste suina africana, che colpisce maiali e cinghiali, è in costante crescita in Europa. Due casi sono stati recentemente notificati ad Etalle, in Belgio. Oltre al pericolo per i paesi confinanti, la peste suina tormenta anche l’Italia, dove è presente da oltre 40 anni, in particolare in Sardegna e Toscana.

Non essendovi vaccini e data l’elevata capacità di diffusione, la peste suina può provocare conseguenze socio-economiche devastanti, che ricadono su allevamenti e industrie di trasformazione, mettendo in pericolo un settore che dà lavoro a migliaia di persone.

Bisogna adottare misure urgenti per tutelare i lavoratori, gli allevamenti nazionali e garantire al consumatore la fornitura di carni provenienti da animali sani, introducendo l’obbligo in etichetta dell’origine di tutti i salumi e prodotti trasformati, attraverso la rimozione del segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano i suddetti prodotti.

Premesso ciò, come intende la Commissione, nei limiti delle sue competenze, intervenire per impedire che la peste suina si diffonda in paesi UE non contaminati dal virus?

Può la Commissione far sapere quali sono stati i progressi raggiunti attraverso i progetti di ricerca per lo sviluppo di un vaccino, e se al momento si dispone di un vaccino efficace?

 

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