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Dati trasmessi telematicamente prevalgono sulla (difforme) versione cartacea

leda rita corradoCon la procedura di presentazione per via telematica, la dichiarazione e la sua presentazione costituiscono un unico, complesso, atto che viene ad esistenza giuridica soltanto con l’invio da parte del contribuente (Cassazione, ordinanza 385/13).

Il caso

Una s.r.l. impugnava una cartella di pagamento emessa per carente versamento dell’Irpeg relativa al periodo di imposta 1998. Da quanto è dato comprendere dalla sintetica narrativa dei fatti, la società contribuente aveva inviato per via telematica una dichiarazione nella quale era indicata un’imposta dovuta superiore rispetto a quella versata. In giudizio, la società contribuente allegava la difformità tra l’importo riportato nell’attestazione di invio telematico e quello indicato nella dichiarazione in forma cartacea. Il ricorso era accolto dalla Commissione Tributaria Provinciale, con sentenza riformata dal Giudice del gravame. Nell’ordinanza 385/13, la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società contribuente, con condanna alle spese. Nessun errore materiale, né dell’ufficio né della società contribuente. Il Giudice di legittimità ritiene che la sentenza impugnata sia fondata su un accertamento di fatto congruamente motivato: in base alla ricostruzione operata dalla Commissione Tributaria Regionale, da un lato, era da escludersi un errore materiale dell’ufficio, posto che sia l’attestazione di invio fornita dall’Amministrazione finanziaria e quella prodotta in giudizio dalla società contribuente recavano il medesimo numero di protocollo, e, dall’altro, la società contribuente non aveva dimostrato di essere incorsa in errore, ad esempio in sede di trasmissione. In punto di diritto, il Giudice di legittimità rileva le difformità tra presentazione in forma cartacea e presentazione in via telematica (art. 3, d.p.r. 22 luglio 1998, n. 322):

– nel primo caso, vi è una dichiarazione distinta dalla prova del suo invio o della sua presentazione all’ufficio;

– nel secondo caso, «la dichiarazione e la sua presentazione costituiscono un unico, complesso, atto che viene ad esistenza giuridica soltanto con l’invio da parte del contribuente».

Secondo la Corte di Cassazione, da ciò deriva che il contribuente non può addurre dati diversi desunti da una propria dichiarazione cartacea, poiché quest’ultima non costituisce copia di quella presentata all’ufficio e «l’elaborazione telematica attribuisce certezza (superabile solo con rigorosa prova contraria attinente al sistema informatico di trasmissione dei dati) della conformità del file (contenente la dichiarazione) giunto all’amministrazione a quello inviato dal contribuente». Viene fatto salvo il caso di errore del contribuente nella formazione e nell’invio della dichiarazione, eventualmente emendabile secondo le regole generali.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it – 14 marzo 2013

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