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Ddl aggressioni operatori sanitari. Fvm: tutele anche per medici e veterinari Dipartimenti di prevenzione che svolgono funzioni fuori da strutture sanitarie

Il Presidente FVM ha inviato una lettera al Ministro della salute affinché si intervenga con un emendamento governativo per correggere il testo DDL 867-A approvato in sede redigente dalla 12ª Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato.

Pur riconoscendo che il testo licenziato ha nel complesso migliorato gli obiettivi prefissati, va segnalato che le modifiche all’articolo 583-quater del codice penale, così come introdotte  nel nuovo testo “Le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private”, non tutelano gli operatori sanitari e per primi i Medici Veterinari, che svolgono le loro funzioni non all’interno di strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche o private, ma presso macelli, aziende zootecniche o strutture di produzione e vendita di alimenti di origine animale, che sono attività e domicili privati e non possono in alcun modo  essere catalogate come strutture sanitarie.

Circoscrivere l’area delle aggressioni alle strutture sanitarie esclude dall’ambito delle tutele anche l’altro personale medico, sanitario e tecnico che opera per i dipartimenti di prevenzione delle ASL, che svolge attività di vigilanza e controllo presso le attività produttive, le aziende commerciali alimentari, le mense, le ristorazioni, i cantieri edili, e tutti gli insediamenti produttivi privati.

La richiesta di FVM è quindi di riformulare la modifica dell’articolo 583-quater eliminando  ogni riferimento esclusivo al luogo in cui tali fatti avvengono.

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