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Ddl anticorruzione, emendamenti al fotofinish. Severino: prematuro parlare fiducia

Fiducia o non fiducia: è su questo dilemma che si gioca la partita sull’anticorruzione. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha chiesto di accelerare l’approvazione del ddl. A favore del provvedimento sono il Governo, il Pd e l’Udc. Poco convinti, per ricorrere a un eufemismo, Pdl, Lega e Idv.

Nel tardo pomeriggio, alle 18, è scaduto il termine per presentare le proposte di modifica del testo: secondo le prime indicazioni, ne sono state presentate più di cento. Così ripartiti: 54 dal Pdl, uno a firma del senatore dell’Api Franco Bruno, tre quelli a firma Roberto Centaro senatore di Noi Sud, 16 provengono dall’Italia dei valori, sei sono a firma della senatrice Thaler, una trentina quelli del Pd. Nessun emendamento dall’Udc. I paletti posti dal Guardasigilli Ora i nodi potrebbero venire al pettine. Il ministro Severino ha chiarito: sì a emendamenti migliorativi, porta chiusa invece a quelli soppressivi. Di fiducia sul ddl «è prematuro parlarne – ha poi spiegato il Guardasigilli -: il testo è ancora in Commissione e deve scadere il termine per la presentazione degli emendamenti. La prossima settimana lavoreremo intensamente e molto proficuamente in Commissione». Nelle proposte di modifica entra “l’emendamento anti Batman”: il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che utilizza contributi politici «indebitamente per finalità diverse o se ne appropria» è punito con il carcere da 2 a 6 anni. Provvedimento in Commissione al Senato, ipotesi fiducia Il provvedimento, approvato in prima lettura a giugno alla Camera, è attualmente all’esame delle Commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali del Senato. Nonostante qualcuno tra le file del Pdl tiri il freno a mano, la sensazione è che si vada verso un “muro contro muro” con il Governo che, in mancanza di un accordo, potrebbe forzare la mano e porre la fiducia sul ddl in Aula. «Credo che nessuna forza politica sia pregiudizialmente contraria a una nuova legge, anche se alcuni ritengono che certe norme non siano appropriate» ha affermato il presidente della Cassazione Ernesto Lupo, a margine di un’audizione alla Camera. Eppure è proprio sul piano dell’appropriatezza delle misure previste, a partire dal reato di traffico di influenze illecite e a quello di corruzione tra privati, che si sta giocando la partita a livello politico. Severino: non possono venir meno le fondamenta della piramide Il ministro della Giustizia Severino, che nel primo pomeriggio interverrà in audizione proprio in commissione Giustizia a palazzo Madama sulla revisione della geografia giudiziaria, lo ha fatto capire: sugli emendamenti al provvedimento ci sono dei paletti. «I mattoni della piramide – ha osservato – possono essere spostati ma le fondamenta non possono venire meno». Servono emendamenti migliorativi, non soppressivi. Come dire: se stasera dovesse arrivare una valanga di proposte di modifica, con conseguente ribaltamento della struttura di base del provvedimento, l’ipotesi che il Governo decida di porre la fiducia sul testo – come peraltro chiedono Pd, Fli e Udc – potrebbe tornare in auge. Pdl contro il reato di traffico di influenze illecite Il Pdl pensa di mettere in campo emendamenti per sopprimere i reati di traffico di influenze illecite e di corruzione tra privati, che il Governo ha invece previsto per dar seguito alle sollecitazioni internazionali. Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia del Senato nonché relatore del provvedimento a Palazzo Madama, insieme al presidente della Commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini (Psi), getta acqua sul fuoco: «non andiamo verso un muro contro muro – dice – stiamo andando velocissimi». «Per quanto mi riguarda – continua -, ho presentato due emendamenti: il primo soppressivo del traffico di influenze illecite, il secondo per rendere il reato di corruzione tra privati procedibile su querela di parte e non d’ufficio. La distanza – sottolinea Berselli – è comunque relativa: la nostra non è “la linea del Piave”. Per me, in entrambi i casi, si tratta di “mattoncino” che sorregge la piramide, per ricorrere all’espressione del Guardasigilli. Sono ottimista. Il Governo non deve porre la fiducia: questa è la nostra proposta, ma siamo aperti al dialogo, al confronto. Il ministro però deve proporci una soluzione alternativa». Il Pdl ha presentato un emendamento “anti Batman” al ddl anticorruzione, in base al quale il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che utilizza contributi politici indebitamente per finalità diverse o se ne appropria è punito con il carcere da 2 a 6 anni. Dalla Lega nessun emendamento «Tutto dipende da quale atteggiamento assumerà il Pdl – rivela Sergio Divina, senatore della Lega Nord e membro della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama -: noi non presenteremo emendamenti, anche se non ci convincono le norme sulla correzione tra i privati, ci sembrano un’ingerenza impropria, né quelle troppo restrittive sul traffico di influenze illecite». Il secondo relatore Vizzini: ho proposto due emendamenti L’altro relatore del provvedimento al Senato, Carlo Vizzini (Psi), ha presentato due emendamenti al ddl. Con il primo si aggrava il reato di scambio elettorale politico mafioso estendendo la pena già prevista anche a chi ottiene voti in cambio della disponibilità a soddisfare le esigenze e gli interessi della mafia. «Con il secondo – spiega Vizzini – si introduce il reato di “auto riciclaggio”». Nel caso in cui il Governo decidesse di mettere la fiducia sul testo uscito dalla Camera, Vizzini non avrebbe problemi a inserire queste proposte di modifica in un altro provvedimento, d’intesa con l’esecutivo. «Quando si apre un varco di dieci centimetri – osserva il senatore -, si corre il rischio che si spalanchi un varco di dieci metri. Per portare a casa il provvedimento servirebbe un maxiemendamento del Governo, che contiene quanto è accettabile nelle richieste del Pdl, e su quello l’Esecutivo dovrebbe porre la fiducia. Se in Commissione si discute sulle virgole – conclude Vizzini – non si va da nessuna parte». Il Pd: no a un maxiemendamento con proposte al ribasso Il Pd preme per stringere i tempi dell’approvazione. Silvia Della Monica, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia del Senato, «presenteremo i nostri emendamenti ma – avverte – siamo pronti a ritirarli se il governo porrà la fiducia. Se poi il governo dovesse presentare un maxiemendamento con cui apre a richieste del Pdl al ribasso, che noi non condividiamo, non potremo fare a meno di far sentire la nostra voce chiedendo un intervento significativo come quello di riportare a 12 anni la pena della concussione per induzione in modo da evitare che sia ridotto il tempo attuale di prescrizione». L’Italia dei Valori chiede al Governo di porre la fiducia e annuncia che presenterà una quindicina di emendamenti.«Noi alla Camera abbiamo votato contro. Le nostre proposte di modifica – spiega il senatore dell’Idv Felice Belisario – riguardano tempi di prescrizione dei reati, che chiediamo più lunghi, proponiamo di reintrodurre la norma sul falso in bilancio e l’introduzione di una norma sull’autoriciclaggio. Tuttavia – conclude Belisario – se il compromesso sul ddl diventa al ribasso, è meglio che si vada al muro contro muro, e che il Governo ponga la fiducia».

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