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Ddl art. 22 del Patto, Saitta (Commissione Salute Regioni): «Formazione in Medicina generale e specializzandi vanno reinseriti nella bozza»

di Rosanna Magnano. «Le Regioni sono determinate e siamo d’accordo con il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: la formazione in Medicina generale e l’inserimento dello specializzando nella rete formativa del Ssn devono rientrare a pieno titolo nel Ddl delega ex art. 22 del Patto per la Salute». Lo ribadisce Antonio Saitta, presidente della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni al termine della riunione di questa mattina e alla vigilia della conferenza dei presidenti di domani, che all’ordine del giorno ha l’informativa in merito all’attuazione dell’art. 22 .

«L’auspicio – spiega Saitta – è che la ministra Lorenzin nella predisposizione del disegno di legge delega reinserisca questi temi, che non sono centrali solo per le Regioni ma per il?Sistema sanitario nazionale». E se così non dovesse succedere? «Continueremo a riproporli – ribadisce Saitta – lungo tutto il percorso parlamentare fino alla Conferenza Stato Regioni». «La questione della formazione in Medicina generale è molto sentita, abbiamo ricevuto valanghe di riscontri sui social. Ma finora abbiamo incontrato solo veti. La verità è che c’è stata troppa fretta nel dire di no su questi due punti. Capiamo tutto, ma se avessimo continuato a dialogare una soluzione si sarebbe trovata».

L’ultimo testo di riferimento è il documento che la ministra della Salute ha illustrato nel corso dell’incontro del 15 giugno scorso. Bozza condivisa dalle organizzazioni sindacali in attesa di un parere ufficiale da parte di Regioni e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ma come anticipato da Sanità 24 , le Regioni restano fredde. E anche nel corso della Commissione Salute di oggi gli assessori hanno tenuto il punto: il documento di sintesi della ministra non recepisce le due proposte principali delle Regioni ossia la previsione dell’assunzione dei dirigenti medici in formazione dopo la laurea con contratti a tempo determinato pagati dalle Regioni e l’introduzione della specializzazione universitaria anche per i medici di medicina generale. Quindi il testo va cambiato.

Il Sole 24 Ore sanità – 23 giugno 2016 

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