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Ddl lavoro, via libera dal Senato, provvedimento verso l’approvazione

Via libera dell’Aula del Senato alla quarta fiducia sulla riforma del mercato del lavoro. I sì sono stati 238, i no 33, un astentuto. Voto finale oggi

Il quarto maxiemendamento contiene gli articoli dal 55 al 77 che vanno dalla paternità obbligatoria di un giorno (più due facoltativi) alle coperture del provvedimento. In precedenza era arrivato il via libera alla terza fiducia posta dal governo. In questo caso i sì sono stati 239, i no 31, un astenuto. Il terzo maxiemendamento contiene gli articoli dal 41 al 54 che riguardano tutele per i lavoratori e fondi bilaterali.

Verso il voto finale sulla riforma
Incassato l’ultimo voto di fiducia sui quattro emendamenti con cui il governo ha spacchettato l’intero testo, la seduta è stata sospesa e alle ore 12, in diretta Tv, si passerà alle dichiarazioni di voto e al voto finale sul provvedimento che dovrebbe esserci attorno alle 13

30 maggio 2012 – Flessibilità in entrata, flessibilità in uscita, ammortizzatori sociali e formazione: il Governo ha incassato oggi la fiducia su due dei quattro maxi-emendamenti che racchiudono l’intero testo

Flessibilità in entrata, flessibilità in uscita, ammortizzatori sociali e formazione: il Governo ha incassato oggi la fiducia su due dei quattro maxi-emendamenti che racchiudono l’intero testo, con qualche modifica rispetto al provvedimento varato dalla commissione Lavoro. È giunto alle 19 il via libera alla fiducia sul primo dei quattro maxiemendamenti con 247 sì e 33 no e un astenuto, quello che contiene la riforma dell’articolo 18. Un’ora dopo il via libera al secondo maxiemendamento sui nuovi ammortizzatori sociali: i sì sono stati 246, i no 34, nessuna astensione. Poi domani dalle ore 9,30 avranno luogo la terza e la quarta chiama per gli altri due maxiemendamenti. Dalle ore 12, in diretta televisiva, si svolgeranno le dichiarazioni di voto e la votazione finale.

Lancio di volantini dalle tribune sull’articolo 18
Sul primo pacchetto di articoli, che comprende anche quelli relativi alla riforma dell’articolo 18, si è scatenata una manifestazione di protesta da parte di esponenti Prc e Pdci dalle tribune. Sono stati lanciati nell’emiciclo dei volantini con la scritta «Giù le mani dall’art.18», «Non votate la controriforma del lavoro», «No alla controriforma del governo e della Bce». Il presidente di turno, Vannino Chiti ha quindi disposto l’allontanamento dalle tribune dell’Aula dei responsabili dell’azione di protesta, tra cui gli ex capigruppo di Palazzo Madama di Prc, Giovanni Russo Spena e Pdci, Manuela Palermi. I senatori Pdl, Marcello Pera e Maurizio Sacconi annunciano la loro astensione sul voto di fiducia e sul provvedimento. Le motivazioni saranno rese note domani in sede di dichiarazione di voto in dissenso del gruppo.

Ecco le modifiche all’articolo 18
Queste le modifiche apportate ai licenziamenti: meno discrezionalità del giudice nella scelta fra reintegro e indennità; arriva la conciliazione obbligatoria prima di procedere al licenziamento economico.

Provvedimento diviso in quattro pacchetti
I quattro emendamenti sostitutivi su cui il governo ha posto quattro distinte questioni di fiducia in relazione alla riforma del mercato del lavoro fanno riferimento ai seguenti articoli del ddl: 1-21; 22-40; 41-54; 55-77. Le quattro macroaree fanno riferimento rispettivamente alle norme di flessibilità in entrata, di flessibilità in uscita, degli ammortizzatori sociali e della formazione. Si vota anche sul nuovo articolo 18.

Fornero: interiorizzare la riforma altrimenti sarà lettera morta
Se le norme della riforma del lavoro «non sono interiorizzate e non contribuiscono a cambiare i comportamenti rischiano di restare lettera morta». Queste le parole del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, pronunciate durante il suo intervento in aula al Senato al termine della discussione generale sul ddl per la riforma del mercato del lavoro per il quale, subito dopo, il governo ha posto 4 questioni di fiducia.

Fornero: sull’occupazione femminile troppi vincoli finanziari
«Ci siamo scontrati con il vincolo finanziario», ha detto Elsa Fornero rispondendo alle accuse di non avere fatto alcunchè per occupazione femminile nella stesura della riforma del mercato del lavoro. Fornero, durante il suo intervento al termine della discussione generale del provvedimento, ha aggiunto di essere «convinta come donna e ministro dell’importanza lavoro femminile» ricordando le norme del ddl che rigurdano le dimissioni in bianco, i voucher e le politiche di conciliazione.

ilsole24ore.com – 30 giugno 2012

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