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Ddl Lorenzin. Borse di studio anche per le specializzazioni di area sanitaria non medica, la commissione Sanità approva ordine del giorno che impegna il Governo

Due emendamenti presentati a prima firma da Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR) sono stati trasformati in Ordini del giorno e accolti dalla XII commissione. Accolti, inoltre, tre emendamenti in tema di sperimentazione clinica volti, rispettivamente, a tutelare l’indipendenza della ricerca, semplificazione delle procedure per l’utilizzo di materiale biologico o clinico residuo da precedenti attività e rappresentatività di genere per la sperimentazione dei medicinali.

Dopo oltre un anno di stop, riprende in commissione Sanità al Senato l’esame del disegno di legge Lorenzin sulle sperimentazioni cliniche e la riforma delle professioni approvato nel luglio 2013 dal Governo, presieduto all’epoca da Enrico Letta. Nella seduta di ieri, due emendamenti sono stati trasformati in Ordini del giorno e approvati dalla XII commissione. Il primo, presentato da Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), Andrea Mandelli (Fi) et altri impegna il Governo a valutare la possibilità di promuovere l’effettivo riconoscimento ai laureati ammessi e iscritti dal primo al quarto anno di corso delle scuole post-laurea di specializzazione dell’area sanitaria non medica, del diritto all’erogazione di una borsa di studio e all’applicazione del trattamento contrattuale di formazione specialistica.

 Il secondo, sempre a prima firma D’Ambrosio Lettieri, in sede di rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale, impegna il Governo a valutare la possibilità di garantire ai medici in formazione in medicina generale un trattamento economico complessivo almeno pari a quello dei medici in formazione specialistica, attraverso la remunerazione delle attività assistenziali professionalizzanti presso i servizi dell’azienda sanitaria e della medicina convenzionata.

Nel corso della seduta, sono stati inoltre approvati altri tre emendamenti riguardanti l’articolo 1 del provvedimento in tema di riassetto e la riforma della normativa in materia di sperimentazione clinica. Il primo, presentato da Serenella Fucksia (Misto), aggiunge al comma c) la seguente frase: “individuazione delle modalità per tutelare l’indipendenza della ricerca e per eliminare i possibili conflitti d’interesse”.

Il secondo, presentato dalla relatrice Emilia Grazia De Biasi (Pd), sostituisce la lettera e) con la seguente: “fatta salva la garanzia di mantenimento di standard qualitativi elevati, semplificazione delle procedure per l’utilizzo a scopi di ricerca clinica di materiale biologico o clinico residuo da precedenti attività diagnostiche o terapeutiche o a qualunque altro titolo detenuto”.

Infine, l’emendamento a prima firma Fabiola Anitori (Ap) che aggiunge alla lettera g) il punto 3): “Che la sperimentazione clinica dei medicinali sia svolta attraverso una adeguata rappresentatività di genere”.

Giovanni Rodriquez – Quotidiano sanità – 4 febbraio 2016

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