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Ddl stabilità. Al capezzale della sanità. Salta un miliardo

Niente fondi per ristrutturare gli ospedali italiani. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha subito una prima sconfitta sul programma annunciato poche ore prima della riunione del consiglio dei ministri.

«Sto facendo una battaglia importante, e mi auguro di vincerla, nell’ambito del decreto Sviluppo, per introdurre fondi per l’edilizia sanitaria, che io credo siano fondamentali», aveva detto in Tv durante una trasmissione Rai commentando la situazione di alcune strutture ospedaliere come il Policlinico Umberto I. Ma dalle tabelle per la legge sulla stabilità, appena poche ore dopo, nel primo pomeriggio, un miliardo di euro per questa voce non compare più. Fazio legge gli atti, protesta ma come tutti gli altri colleghi di Governo vota favorevolmente pur non perdendo l’occasione per chiedere che i fondi vengano ripristinati. «Il ministro Fazio dovrebbe vergognarsi. È gravissimo che abbia dato il suo assenso al taglio dei fondi per l’edilizia sanitaria. Questo esecutivo elimina fondamentali risorse destinate a settori nevralgici come quello della salute, facendo pagare ai cittadini il costo della crisi», afferma il responsabile Sanità dell’Italia dei Valori, Antonio Palagiano, che si scaglia contro la «casta» che «lascia intatti i costi della politica, rimanendo attaccata alla poltrona, ma toglie il sangue agli italiani». «La strategia di questi nuovi tagli è precisa, vogliono distruggere la sanità pubblica. Sono allibito: il ministro della Salute ha ammesso proprio stamattina (ieri, ndr) quanto la sanità italiana sia sotto finanziata e ha dichiarato di voler lottare per ottenere i fondi per l’edilizia sanitaria. Le sue battaglie con questo voto favorevole rimangono soltanto sulla carta», ha rincarato Ignazio Marino, senatore del PD. «Dopo aver negato l’esistenza di una crisi economica per anni – afferma Marino – ora il Governo si accanisce contro un settore cruciale per la salute dei cittadini». A parlare sullo stato degli ospedali sono i dati. A preoccupare è la loro vetusta età (il 60% ha più di 40 anni), le loro dimensioni, che sono fonte di diseconomie (il 50% ha meno dei 120 posti letto, considerati il limite anche per legge) e la mancanza di sicurezza.

EDILIZIA SANITARIA Niente fondi per ristrutturare gli ospedali italiani. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha subito una prima sconfitta. Ha protestato ma poi ha dovuto adeguarsi in Italia sono oltre un centinaio i cantieri aperti per ristrutturazione, ampliamento o costruzione ex-novo di strutture ospedaliere, in un panorama che vede un parco da svecchiare. Per il ministro infatti «avendo le possibilità, gli ospedali andrebbero tutti ricostruiti ex novo». La vicenda dell’edilizia sanitaria è vecchia. I normali tempi di costruzione poi sono troppo lunghi per far nascere un nosocomio che ha bisogno di continui aggiornamenti tecnologici e strutturali. Una ricerca di Bocconi e Fondazione Cerba del 2010 evidenzia come lo stato di salute del sistema ospedaliero italiano appaia oggi da «prognosi riservata».

Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 ottobre 2011

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