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Ddl stabilità: sì della Camera fiducie. Semaforo verde per Governo

Con 395 voti favorevoli l’Aula di Montecitorio ha dato il via libera ai tre articoli sulla questioni di fiducia posta ieri dal governo al disegno di legge di Stabilità 2013. Nella giornata di giovedì è previsto il via libera definitivo

Era presente anche il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, al terzo ed ultimo voto di fiducia (395 favorevoli, 75 contrari) sui tre articoli che al momento compongono il ddl Stabilità 2013. Il via libera, in prima serata, all’articolo 3, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, segue ad altre due fiducie che da stamani hanno monopolizzato i lavori dell’Aula della Camera impegnata nella prima lettura del ddl Stabilità 2013. L’articolo 1 ha incassato la fiducia intorno a mezzogiorno (426 sì, 88 no, 21 astenuti), l’articolo 2 a metà pomeriggio (433 sì, 85 no e 18 astenuti). L’ok finale della Camera al provvedimento, che passerà all’attenzione del Senato già la prossima settimana, é previsto per domani a metà giornata.

No al taglio Irpef, dentro l’eliminazione del tetto alle franchige
Al centro dell’articolo 3 del ddl Stabilità, quello maggiormente modificato rispetto al testo iniziale dalle correzioni imposte dalla Camera, fisco e tassazione. Nella versione attuale del provvedimento non trova quindi posto il taglio degli scaglioni Irpef, e si blocca il rialzo di un punto dell’aliquota Iva al 10% (mentre é confermato per luglio l’aumento dal 21 al 22%). In cambio della rinuncia alle riduzioni Irpef, la maggioranza ha chiesto e ottenuto di destinare i quasi 17 miliardi resisi così disponibili fino al 2015, oltre che per la conferma dell’Iva al 10%, all’eliminazione di tetti e franchigie a detrazioni e deduzioni con la relativa retroattività e all’erogazione di detrazioni più pesanti per i figli. I nuovi valori salgono da 900 a 1.220 euro per i figli sotto i tre anni (cui si aggiungono 400 euro per i figli disabili). Dal 2014 arriveranno anche benefici per le imprese in termini soprattutto di imponibile Irap sul costo del lavoro e un fondo per esentare dall’Irap gli autonomi.
 
Estensione tutela esodati e fondi per le zone alluvionate
Molti gli aspetti definiti dall’articolo 2: dalla creazione di un Fondo per la riduzione della pressione fiscale, da finanziare attraverso la lotta all’evasione fiscale, da attivare nel 2013, all’estensione della tutela per i cosiddetti “esodati” ad altri 10.130 soggetti per i quali arriveranno 554 milioni di coperture fino al 2020. Il totale degli esodati salirà così a 130.130 per una spesa complessiva di 9,8 miliardi di euro. Prevista anche un taglio di 100 milioni per le risorse destinate al Mose per il 2013-2016 e la destinazione di 1,5 milioni di euro per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili nei Comuni con meno di 50.000 abitanti. Prorogati poi gli sconti per carichi di famiglia di soggetti non residenti nel 2013, e ridotto l’importo del Fondo per la produttività del lavoro, che passa da 1.200 milioni a 950 milioni per il 2013. Per le zone colpite dalle alluvioni stanziati invece 250 milioni di euro. La norma prevede una deroga al Patto di Stabilità interno per le spese legate al dissesto idrogeologico. Le risorse arrivano dal Fondo per la produttività.

Stop alle 24 ore nelle scuole e deroghe per la sicurezza
L’approvazione dell’articolo 1 del ddl ha invece fissato, tra l’altro, i livelli massimi del saldo netto da finanziare, previsti in 6,6 miliardi di euro per il 2013, 4,1 per il 2014 e 900 milioni per il 2015. La norma concede, inoltre, un parziale sblocco del turn over nel comparto sicurezza, derogando da quanto stabilito con la spending review e, contro il parere del Governo, istituisce un Fondo per la concessione di un credito d’imposta alle imprese della ricerca e sviluppo (da finanziare con il cosiddetto “Fondo Giavazzi”), annullando al contempo l’allungamento dell’orario dei docenti da 18 a 24 ore settimanali, previsto nel testo licenziato da Palazzo Chigi. Tra le modifiche apportate durante l’esame in commissione Bilancio, anche il rifinanziamento dell’Autorità che vigila sugli scioperi nei servizi pubblici e dei patronati.

Il Sole 24 Ore – 21 novembre 2012

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