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Debiti Pa, Regioni in ritardo sulle coperture degli anticipi

Sblocca-debiti. Mancano i contratti con il ministero dell’Economia. «Come esiste Equitalia per i cittadini dovrebbe esistere ancora di più per le amministrazioni pubbliche per i loro debiti»

Comunicazioni a singhiozzo. Nell’ultimo giorno utile per comunicare ai loro creditori la data in cui salderanno i debiti, molte Pa sono inciampate in ritardi o incertezze. Le principali associazioni imprenditoriali non hanno mandato segnali molto confortanti sul rispetto della scadenza, sebbene un quadro preciso si potrà avere solo il 5 luglio, quando le stesse pubbliche amministrazioni – sulla base di quanto dispone il decreto sblocca-pagamenti (Dl n. 35 del 2013) – dovranno pubblicare nel proprio sito internet l’elenco completo, per ordine cronologico di emissione della fattura o della richiesta equivalente di pagamento, dei debiti per i quali è stata effettuata comunicazione, indicando importo e data.

L’accelerazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione è al centro in questi giorni di nuove pressioni all’interno della maggioranza. Oggi il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, e il presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, rilanceranno in una conferenza stampa i contenuti della mozione presentata venerdì scorso per chiedere al governo di anticipare, entro quest’anno, l’erogazione di tutti i 40 miliardi previsti dal decreto per il 2013-2014. Risposte in tal senso potranno arrivare solo dopo l’estate, in vista della prossima legge di stabilità, ma la premessa di ogni possibile accelerazione è l’entrata a regime della macchina attuativa. E finora i segnali sono abbastanza contrastanti.

Il flusso dei pagamenti si starebbe attivando dalle Pa alle imprese sia a livello di enti locali sia a livello di amministrazioni statali. Ma la situazione su scala regionale appare decisamente più complessa. Lo scoglio, almeno fino a questo momento, è rappresentato dagli articoli 2 e 3 del decreto, relativi rispettivamente ai pagamenti delle Regioni e province autonome per debiti non sanitari e per debiti che concernono invece il servizio sanitario. Entrambi stabiliscono che gli anticipi del Tesoro possano essere erogati solo a seguito «della predisposizione, da parte regionale, di misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità». Ma non basta, perché trovata la copertura con apposite delibere regionali, sarà necessario anche sottoscrivere un contratto tra il ministero dell’Economia e la regione interessata, nel quale definire le modalità di restituzione delle somme.

L’Economia finora non ha fornito dati sullo stato di attuazione dei contratti, ma quasi tutte le regioni risulterebbero ancora molto indietro. Ci sono eccezioni positive, come il Piemonte, e accelerazioni in corso (Liguria) ma prevalgono le situazioni di ritardo e il rischio caos per chi aspetta il saldo. Alcune Asl, ad esempio, si starebbero muovendo comunque, indicando date di pagamento molto lontane, senza che nel frattempo però siano già stati espletati i due passaggi indispensabili per ottenere l’erogazione degli anticipi da parte del Tesoro.

Sul tema è intervenuto anche Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue: «Come esiste Equitalia per i cittadini dovrebbe esistere ancora di più per le amministrazioni pubbliche per i loro debiti» ha affermato». E ha aggiunto: «Bisogna pagare i 40 miliardi e anche la parte rimanente e sarebbe meglio farlo entro la metà del 2015 perché poi entreranno in funzione delle regole più restrittive sul patto di stabilità».

Il Sole 24 Ore – 2 luglio 2013 

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