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Decine di intossicazioni da tonno. In ospedale anche alcuni bambini

Più di dieci i casi registrati all’ospedale Cervello soltanto nella giornata di ieri, undici al Policlinico di Palermo. Tre al Civico. Un’intera famiglia è finita in ospedale dopo avere mangiato pesce acquistato a Villabate. E in città scatta l’allarme.

Difficoltà di respirazione, tachicardia, senso di nausea. Questi i sintomi accusati da decine di palermitani che nelle ultime ore si sono recati negli ospedali della città dopo avere mangiato del tonno. Più di dieci, nella sola giornata di ieri, le persone che sono arrivate al pronto soccorso dell’ospedale Cervello con un senso di malessere diffuso e uno strano rossore in viso. E, tra queste, ci sono anche dei bambini.

Si tratta dei figli di una coppia che abita nella zona di via Messina Marine: tutt’e quattro sono rimasti intossicati dopo avere ingerito il tonno acquistato da un ambulante di Villabate. La donna ed il marito sono stati dimessi in seguito ad una reazione più lieve, ma i piccoli si trovano ancora sotto osservazione e vengono curati con antistaminici. “Ieri sera – racconta la mamma dei bambini – sono arrivate almeno altre otto persone con gli stessi sintomi.

Mentre aspettavamo al pronto soccorso ci è sembrato incredibile che avessimo tutti lo stesso malessere: è pericolosissimo, servono più controlli nell’interesse di tutti. Eppure – aggiunge – la persona da cui acquistiamo di solito il pesce ha sempre prodotti freschissimi, non abbiamo idea di come sia potuto accadere, di solito ci fidiamo di lui”.

Invece, ieri, dopo avere mangiato una fetta di tonno arrostito, è trascorso pochissimo tempo prima della corsa in ospedale: “Dopo un quarto d’ora mio cognato stava già malissimo – racconta Giuseppe Abbruscato – era rosso in faccia, non respirava bene.

Anche mia sorella ha accusato gli stessi sintomi e subito dopo i bambini, di sedici e dodici anni. Li ho così accompagnati alla guardia medica – aggiunge – dove hanno subito somministrato gli antistaminici, ma poi ci siamo recati al Cervello, dove è scattato il ricovero. Anche alla guardia medica c’era un’altra persona intossicata dal tonno, credo ce ne sia in giro una buona quantità pericolosa”.

Altri tre casi, con la diagnosi di “reazione allergica di tipo alimentare” sono invece stati registrati all’ospedale Civico. Al pronto soccorso del nosocomio è arrivata una coppia: marito e moglie, anche in questo caso, avevano mangiato del tonno acquistato da un ambulante di Villabate, mentre un’altra donna ha accusato gli stessi sintomi dopo avere cenato con del pesce comprato in una bancarella di Ballarò.

Ma casi simili si sono verificati anche al Policlinico, dove sarebbero arrivati pazienti in preda a crisi respiratorie. Undici in tutto le persone intossicate. Il tonno sarebbe stato acquistato nelle località più disparate, da via Ammiraglio Rizzo, al mercato del Capo.

Una delle cause dell’intossicazione potrebbe essere la presenza nel tonno dell’istamina, una sostanza che si produce in seguito all’azione di alcuni microrganismi, è quindi di origine batterica. Le quote più elevate di “istidina libera” (precursore dell’istamina), sono state riscontrate nel tessuto muscolare di alcune specie ittiche a carne rossa, proprio come il tonno, a livello inter ed intracellulare, oltre che nel sangue. I pesci più a rischio sono tonno, sgombro, sardina, aringa, acciuga e lampuga.

E risale soltanto ieri, intanto, un maxi sequestro di tonno effettuato dalla squadra nautica della polizia e dalla capitaneria di porto: nel porto di Cefalù 2500 chili di pesce era stato pescato illecitamente. I pescherecci sulla banchina del porto della cittadina, infatti, dove non risultano esser censiti pescherecci in possesso di “quote tonno”. Ciò nonostante, la manovra sospetta di uno di questi, che si avvicinava alla banchina a luci spente, ha insospettito la polizia, che ha visto arrivare anche un furgone. Proprio su quest’ultimo stava per essere caricata la grossa quantità di tonno, suddiviso in dodici esemplari.

Ma non è finita qui, perché dopo il sequestro gli agenti hanno avvistato in mare, di fronte l’hotel “Kalura” alcuni bidoncini: altro non erano che delle boe improvvisate, utilizzate per segnalare la presenza di tonno abbandonato in acqua e pronto per essere recuperato in un secondo momento.

“Plausibile che gli equipaggi di altre imbarcazioni cariche di tonno pescato illegalmente – spiegano dalla questura – dopo aver notato i controlli, avessero deciso di abbandonare in mare il carico, attraccare regolarmente ed attendere le conclusioni delle operazioni di polizia prima di riappropriarsi dei tonni, per altro abbandonati in una zona di mare resa visibile dai bidoncini”

I tonni sequestrati, a conclusione di controlli veterinari, sono stati consegnati ad una ditta concessionaria in previsione di una assegnazione all’asta. Le sanzioni amministrative ammontano ad ottomila euro.

sicilialive – 28 maggio 2013

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