Breaking news

Sei in:

Decreto assenteismo, la retromarcia del governo: eliminato il reato per i dirigenti che non denunciano. Sparito il riferimento all’omissione di atti d’ufficio

Nell’ultima versione del provvedimento, è sparito il riferimento all’omissione di atti d’ufficio, punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Il responsabile inerte potrà comunque subire sanzioni disciplinari fino anche al licenziamento

Dietrofront del governo sul decreto fannulloni. Nell’ultima versione della norma, approvata in via definitiva dal consiglio del 15 giugno, è sparito il riferimento al reato di omissione d’ufficio per i dirigenti che non segnalano i lavoratori assenteisti. O meglio, quei dipendenti pubblici che timbrano il cartellino e poi non vanno a lavorare, dando luogo all’illecito di falsa attestazione della presenza in servizio. In questo modo, il dirigente inerte potrà comunque subire sanzioni disciplinari fino anche allicenziamento, ma non sarà perseguibile per il reato previsto dall’articolo 328 del codice penale, che prevede da sei mesi a due anni di reclusione.

Altra storia, invece, per il dipendente colto in flagrante a timbrare e poi andare a spasso. In caso di furbetto del cartellino, infatti, l’amministrazione dovrà fare una denuncia al pubblico ministero in sede penale e una segnalazione alla Corte dei conti. I magistrati contabili potranno condannare il dipendente per danno d’immagine nei confronti dell’amministrazione: in questo caso, il lavoratore dovrà pagare una cifra pari ad almeno sei mesi di stipendio.

In ogni caso, quando colto in flagrante, entro 48 ore per il lavoratore scatterà la sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Il provvedimento partirà d’ufficio, mentre finora era rimasto facoltativo: l’obbligatorietà era prevista solo per casi più gravi. Al dipendente sarà garantito il diritto alla percezione di un assegno alimentare durante il periodo di sospensione cautelare dal lavoro. E dopo la sospensione dal servizio, partirà il procedimento disciplinare. Che dovrà durare solo 30 giorni, mentre oggi il termine è di 120 giorni.

22 giugno 2016 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top