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Decreto Balduzzi “poco chiaro”: il giudizio dei tecnici della Camera sulla qualità del provvedimento

1a1a1_0a03Camera-Deputati35-720x414Disomogeneità di argomenti, norme che si sovrappongono l’una all’altra senza abrogare quelle che vengono radicalmente modificate e una pioggia di misure “senza fissa dimora”, ovvero «avulse da un idoneo contesto normativo». Per non parlare della generalizzata non rispondenza al requisito della immediata applicabilità che di per sé dovrebbe caratterizzare lo strumento della decretazione d’urgenza. Queste le principali pecche del Dl Balduzzi (Dl 158/2012- A 5440) all’esame della Commissione affari sociali a Montecitorio secondo il Servizio Studi della Camera della Camera che ha analizzato la qualità del testo, nonché specificità, omogeneità e limiti di contenuto del provvedimento. Eterogeneità, disordine, scarso coordinamento, espressioni generiche o di difficile comprensione sono le note da matita rossa appuntate dai tecnici di Montecitorio.

«La ripartizione delle materie all’interno dell’atto non è operata assicurando il carattere omogeneo di ciascuna partizione, ivi compreso l’articolo, nonché di ciascun comma all’interno dell’articolo» scrivono ad esempio parlando degli articoli 6 e 7 del provvedimento: uno mischia edilizia, incendi e psichiatria, l’altro la guerra al gioco con le idoneità sportive.

Dito puntato anche sulle «formulazioni generiche o di difficile comprensione» (che saranno e come si articoleranno mai le “forme di finanziamento a budget” citate al capitolo delle cure primarie?; quali sono esattamente le “rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte prevalentemente ai giovani” citate nel pacchetto sulle ludopatie?). Idem per i peccati di distrazione come la soppressione del consorzio anagrafi animali «senza abrogare le disposizioni istitutive dell’ente».

Dettagli da correggere in corso d’opera, certo.

Mentre sarà senz’altro più difficile porre riparo ai rilievi sui profili di coordinamento avanzati dal Servizio studi all’indirizzo di tutti gli articoli del decreto. Per i tecnici della Camera gran parte delle misure contenute nel provvedimento – ludopatie, attività sportiva non agonistica, sicurezza alimentare, emergenze sanitarie, classificazione dei farmaci e revisione del Prontuario, trasferimento di funzioni al Ssn e via dicendo – «sono avulse da un idoneo contesto normativo» e non si coordinano con la normativa vigente.

Della non immediata applicabilità delle norme, infine, si è già detto. E i tecnici della Camera non sono i primi: le prime barricate delle Regioni contro il Dl Balduzzi si fondavano anche sull’assenza dei requisiti di necessità e urgenza. Oltre che sullo “scippo” di materie che i governi locali sono ancora più che intenzionati a rivendicare.

Il Sole 24 Ore sanità – 23 settembre 2012

 

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