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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Decreto Calabria. L’appello dei sindacati medici al Parlamento: “Non convertitelo senza una soluzione alla carenza di specialisti”
    Notizie ed Approfondimenti

    Decreto Calabria. L’appello dei sindacati medici al Parlamento: “Non convertitelo senza una soluzione alla carenza di specialisti”

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati20 Maggio 2019Nessun commento3 Minuti di lettura
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    “L’emendamento al DL Calabria presentato dal gruppo del M5S alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati rappresentava un tentativo lungimirante ed apprezzabile di offrire alla carenza di Medici specialisti una soluzione alternativa alla miriade di escamotage messa in campo dalle singole Regioni. Il suo ritiro, su richiesta della relatrice, rappresenta un fatto grave che, se confermato, smentisce le buone intenzioni”. Così il segretario nazionale dell’Anaao, Carlo Palermo, in riferimento all’emendamento 11.01 ritirato nel corso dei lavori in Commissione.

    “La carenza di Medici specialisti, sia per deficit numerico, particolarmente evidente in alcune discipline, sia per crisi di vocazioni nei confronti di un lavoro che i giovani, ed i meno giovani, considerano non più appetibile, è tale da ridurre pesantemente quantità e qualità delle prestazioni sanitarie erogate, con buona pace del dichiarato interesse alla riduzione delle liste di attesa. Con il rischio non remoto di portare alla chiusura molti servizi, a cominciare dai PS, se è vero come è vero che Campania e Puglia avranno bisogno nei prossimi anni di 1.400 specialisti in Meu solo per supplire alle uscite pensionistiche previste”.

    “Evitare provvedimenti capaci di incrementare la platea dei concorrenti a concorsi che, ironia della sorte, vanno deserti proprio in coincidenza con la modifica del tetto di spesa e la fine del blocco indiscriminato del turnover, offrendo una possibilità a quel precariato che, sia pure senza specializzazione, ha tenuto in piedi in questi anni i servizi, è atto di disinteresse verso la sanità pubblica ed il diritto alla salute dei cittadini. Così come mettere il niet alla possibilità di anticipare l’età di ingresso nel lavoro dei giovani medici alla fine del loro percorso di formazione specialistica, come pure era stato fatto in Piemonte circa venti anni or sono, accampando motivazioni pretestuose per celare interessi corporativi con i quali Regioni e Governo evidentemente non vogliono entrate in conflitto”, prosegue il segretario Anaao.

    “Occorre, ora – auspica Palermo – un sussulto di responsabilità per ripresentare l’emendamento in Aula. Perché il problema è politico, e la Ministra Grillo deve mettere in campo tutto il peso che Le deriva dall’avere in affidamento la tutela di un settore che vale 11 punti di PIL e 2 milioni di posti di lavoro, oltre a garantire la esigibilità di un diritto che la Costituzione definisce fondamentale. Se si vuole salvaguardare presente e futuro della più grande infrastruttura sociale del paese, occorre partire dal suo capitale umano e dal miglioramento delle condizioni in cui esso esercita il proprio lavoro, aprendo le porte ai giovani”.

    “Una soluzione nazionale ad una questione nazionale serve ora, non a futura memoria. Se passa questo treno, Parlamento e Governo finiscono con il legittimare l’apertura a pensionati, cooperative, caporalato, esternalizzazione dando via libera alla migrazione dei giovani all’estero a spese del Paese.
    L’Anaao fa appello a tutti i gruppi parlamentari – conclude Palermo – affinché il decreto Calabria non venga convertito senza offrire una soluzione alla crisi dell’occupazione medica in atto. A nessuno sarà perdonato la perdita di questa occasione”.

    20 maggio 2019

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